Dalla A alla C: qualcosa sta cambiando? La Lega Pro torna ad essere bacino di “prelievo” delle big

Nell’arco dell’ultimo lustro una valanga di nobili decadute sono scese nelle serie inferiori, dalla Lega Pro fino anche alla serie Dilettanti. Squadre che hanno scritto pagine storiche del calcio italiano ed anche europeo, come Vicenza e Parma, fino ad un manipolo di club che hanno infiammato il Sud nel primo decennio del nuovo millennio come Messina, Catania e Reggina. Anche al Nord si è assistito all’Apocalisse di importanti società, quali Siena e Venezia, che solo in queste ultimissime stagioni hanno ritrovato un progetto societario e tecnico tale da rivivere giorni importanti.

Forse per questo c’è la sensazione che il divario fra A, B e serie inferiori sia diminuito, soprattutto dal punto di vista economico e della guida tecnica, oltre che dirigenziale. Nobili decadute che dopo momenti difficili hanno deciso di affidarsi a punti di riferimento di primo livello, attirati dal grande nome della società, per rilanciare sé stessi e riportare in auge importanti brand. È il caso del Venezia, passato dalla C ai sogni di playoff in A, il Siena nuovamente in corsa per la B e addirittura il Parma, in tre anni dai Dilettanti alla quarta piazza in B e con la concreta possibilità di tornare in Serie A dopo i tristi fatti di cronaca di cui fu suo malgrado protagonista 4 stagioni fa.

Il calo di disponibilità economica dei grandi club e la strategia delle plusvalenze ha anche fatto in modo che le squadre di categorie inferiori siano sempre più satellite e bacini utili per far crescere giovani da lanciare un domani. Il momento del calcio italiano resta però difficile, nonostante qualche timido segnale di ripresa giunto nelle ultime annate. Basti guardare ai numeri del mercato invernale degli ultimi anni: il meglio che la sessione intermedia ha saputo donare al calcio italiano è stato Ranocchia, Edu Vargas, Andrea Grassi ed Hernanes. Quest’anno, il movimento economico più consistente ha riguardato il passaggio virtuale di Lirola per sette milioni dal Sassuolo alla Juventus, in vista della prossima stagione.

Tutto questo mentre solo 4 mesi fa cambiavano maglia a suon di decine di milioni i vari Coutinho, Aubameyang, Diego Costa, Laporte e Alexis Sanchez. È la Premier a comandare, come ormai da quasi dieci anni, la Serie A fatica e anzi, resta in attesa delle sentenze Uefa sia per quanto concerne il Milan che l’Inter, speranzosa di uscire dopo tre anni di monitor della federazione. Una luce in fondo al tunnel che sembra ancora lontana, motivo in più per arricchire il bagaglio tecnico della Lega Pro, facendo crescere e valorizzare quei giovani che dovranno inevitabilmente rappresentare il futuro di una Nazionale tristemente esclusa dai Mondiali in Russia.

Autore dell'articolo: legaprocalcio