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Atalanta U23: Bocchetti lascia, arriva Nicola Corrent

Cambio in panchina e progetto pluriennale

Scossone sulla panchina dell’Atalanta U23: finisce l’era Salvatore Bocchetti, tecnico che ha saputo unire bel gioco e crescita dei talenti in un Girone C competitivo. La società nerazzurra sceglie la continuità della propria filosofia, puntando su un allenatore abituato a costruire valore nel tempo. È in arrivo Nicola Corrent con un progetto pluriennale, segnale chiaro della volontà di investire su identità, metodo e sostenibilità tecnica, più che sui risultati immediati. L’obiettivo rimane quello che a Bergamo è un marchio di fabbrica: far emergere giovani pronti per il calcio dei grandi, mantenendo uno stile propositivo e moderno.

L’era Bocchetti: stima reciproca e talenti valorizzati

Il percorso di Bocchetti si chiude dopo una stagione positiva, ricca di passaggi di qualità e di quella valorizzazione del patrimonio tecnico che l’Atalanta Under 23 considera prioritaria. In un campionato complesso come la Serie C, il gruppo ha mostrato personalità, ritmo e idee chiare, favorendo l’inserimento di diversi prospetti nel calcio professionistico e aprendo la porta, per alcuni, al lavoro con la prima squadra. La separazione matura in un clima di stima: il club riconosce al tecnico il contributo dato alla crescita del progetto, mentre il cambio in panchina guarda già al domani, con la ferma intenzione di consolidare il ponte tra seconda squadra e vertice nerazzurro.

Chi è Nicola Corrent: percorso e credenziali

Nicola Corrent (Verona, 29 marzo 1979) è un profilo noto nel settore giovanile italiano. Ex centrocampista di visione, ha vestito le maglie di Milan, Salernitana, Como (promozione in A nel 2002), Modena, Napoli, Hellas Verona e Carrarese, collezionando oltre trenta presenze in Nazionale Under 21. Appesi gli scarpini, costruisce la carriera in panchina con metodo: vice di Fabio Pecchia all’Hellas Verona nella promozione in A, quindi un lungo lavoro con i ragazzi culminato nel titolo di Primavera 2 2020-21 con gli scaligeri. Esperienze tra i pro al Mantova (C) e nello staff di Filippo Inzaghi alla Salernitana (A), poi il biennio a Parma, dove guida la Primavera alla scalata dalla 2 alla 1 e alla successiva gestione nella massima categoria giovanile. Un percorso coerente: far crescere i giovani, dare identità al gruppo e proteggere il talento.

Idee di gioco: identità chiara e flessibilità

Il calcio di Corrent è riconoscibile ma non dogmatico. Negli anni ha alternato 4-2-3-1, 4-3-3 e 3-5-2, adattando principi e spazi alle caratteristiche della rosa. Pressione ordinata, ampiezza ricercata e occupazione razionale dei corridoi sono i capisaldi, con grande attenzione alla gestione delle transizioni. In Serie C, dove fisicità e letture sono decisive, la sua flessibilità tattica diventa un vantaggio competitivo: consente di valorizzare il singolo all’interno di un sistema, mantenendo alta la qualità del possesso e la capacità di attaccare in più modi, senza snaturare la vocazione formativa del club.

Un contesto ideale per far sbocciare i giovani

Nel mondo nerazzurro, la seconda squadra è un laboratorio d’eccellenza: qualità sopra la media per la categoria, struttura tecnica di primo piano e una filiera che collega quotidianamente Primavera, U23 e prima squadra. Atalanta offre a Corrent le condizioni ideali per esprimere il proprio metodo: rotazioni intelligenti, focus sulla crescita individuale e percorsi personalizzati. L’obiettivo dichiarato non è la classifica, ma produrre calciatori completi, pronti ad alzare l’asticella appena chiamati da Gian Piero Gasperini. Una sfida ambiziosa, cucita su misura per chi ha fatto della formazione il proprio tratto distintivo.

Autore dell'articolo: legaprocalcio