Lo scenario societario del Pescara finisce sotto la lente del Tribunale Federale Nazionale, che ha accertato irregolarità amministrative legate al subentro dei nuovi soci. Nel mirino è finita la documentazione sui requisiti di onorabilità e solidità finanziaria prevista dall’art. 20‑bis NOIF, presentata in modo tardivo o incompleto dopo l’ingresso della compagine guidata da Delfino Capital Srl. Niente squalifiche: su proposta della Procura e con intesa tra le parti, il TFN ha sostituito le inibizioni inizialmente ipotizzate con multe, mantenendo intatto il contenuto censuratorio ma limitando l’impatto sportivo sulla stagione di Serie C.
Il provvedimento del Tribunale Federale Nazionale
Secondo il dispositivo, le parti hanno raggiunto un accordo ex art. 127 CGS, ritenuto congruo dal collegio giudicante: le ammende sostituiscono le inibizioni e il procedimento viene dichiarato chiuso. Resta però fissata una clausola stringente: qualora non fossero rispettati tempi e modalità dell’intesa, scatterebbe l’applicazione dei commi 4 e 5 dell’art. 127 del Codice di Giustizia Sportiva. Il club è stato chiamato a rispondere per responsabilità diretta e oggettiva, in relazione al cambio di proprietà e agli adempimenti dovuti. Un passaggio che ribadisce la centralità della compliance documentale per chi investe nel calcio professionistico e intende operare nel perimetro regolamentare FIGC.
Soci e importi: chi paga e quanto
Il pacchetto sanzionatorio tocca i vertici societari e alcuni nuovi azionisti. Tra i nomi spiccano Daniele Sebastiani e Marco Verratti, insieme ad altri soci entrati nel capitale del club. Le ammende deliberate dal TFN sono state così quantificate, con la società Delfino Pescara 1936 colpita a sua volta da una sanzione economica:
- Sebastiani: 15.000 euro
- Giliberti Birindelli: 12.000 euro
- Soulard: 12.000 euro
- Tazzieri: 12.000 euro
- Verratti: 9.000 euro
- Jessica Aidi: 9.000 euro
- Pescara (responsabilità diretta e oggettiva): 20.000 euro
Il quadro monetizza dunque le contestazioni senza incidere sull’operatività quotidiana dei tesserati, ma ribadisce l’obbligo di allineamento pieno alle prescrizioni federali per la governance del club.
Il contesto NOIF 20‑bis e l’ingresso dei nuovi soci
Alla base del fascicolo vi è la mancata o incompleta trasmissione, nei termini stabiliti, dei documenti richiesti dall’art. 20‑bis NOIF per i nuovi soggetti subentranti. La norma impone di attestare onorabilità e solidità finanziaria degli investitori per garantire stabilità e tracciabilità dei fondi. Dopo l’acquisizione dell’83,789% del capitale da parte di Delfino Capital Srl (giugno 2025), gli adempimenti non sono risultati pienamente conformi al cronoprogramma regolamentare: da qui l’azione della Procura e l’approdo all’intesa che ha commutato le ipotesi iniziali in sanzioni pecuniarie.
Effetti per il club e prossime scadenze
Per il Pescara, l’esito evita ripercussioni tecniche immediate ma impone una rigorosa chiusura del cerchio documentale, in linea con l’accordo ex art. 127 CGS. La società dovrà rispettare puntualmente quanto pattuito per non incorrere nelle misure previste in caso di inadempienza. Il messaggio del TFN è chiaro: governance e trasparenza restano pilastri imprescindibili, specie in una Serie C sempre più attenta all’affidabilità dei progetti proprietari e alla tutela dell’equilibrio economico-finanziario dei club.