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Trapani, doppio no ai ricorsi: confermati -5 e ammende

Ore decisive per il Trapani: in meno di 24 ore il club granata ha incassato una doppia battuta d’arresto nelle aule della giustizia sportiva. Il Collegio di Garanzia del CONI e la Corte Federale d’Appello a Sezioni Unite hanno respinto i ricorsi presentati contro le sanzioni irrogate nelle scorse settimane. Restano quindi in vigore i 5 punti di penalizzazione e le ammende, oltre alle inibizioni per i dirigenti coinvolti. Uno scenario che pesa sul futuro in Serie C e che, al momento, chiude la strada agli appelli interni all’ordinamento della FIGC.

Il verdetto del CONI sul caso Trapani

Il Collegio di Garanzia del CONI ha rigettato il reclamo del club e dei suoi dirigenti, confermando il dispositivo già definito in sede federale. Per la società restano la penalizzazione di 5 punti da scontare nella stagione 2025/26 e un’ammenda di 2.000 euro. Invariate anche le misure personali: per Valerio Antonini, Vito Giacalone e Andrea Oddo l’inibizione è di 6 mesi con 1.500 euro di multa ciascuno; per Gaetano Niscemi l’inibizione è di 4 mesi e l’ammenda di 1.000 euro. Il Collegio ha inoltre disposto le spese a carico dei ricorrenti, liquidate in 5.000 euro in favore della FIGC, chiudendo il capitolo davanti alla giurisdizione sportiva di ultima istanza.

CFA, confermati -5 e ammenda al club

Parallelamente, la Corte Federale d’Appello a Sezioni Unite ha respinto un ulteriore reclamo del Trapani, ribadendo i 5 punti di penalizzazione e l’ammenda di 1.500 euro, da scontare nella prima stagione sportiva utile a decorrere dal 2025/26. Il procedimento trae origine da presunte violazioni di natura amministrativa, emerse dopo la segnalazione della Commissione Indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive. La decisione ribadisce l’impianto sanzionatorio e conferma le responsabilità accertate in sede federale.

Impatto sportivo e calendario dell’applicazione

Dal punto di vista del campo, il “-5” incide subito sulla graduatoria, obbligando la squadra a una rincorsa per non alterare obiettivi e pianificazione. Il riferimento alla “prima stagione utile” chiarisce che la penalità verrà applicata non appena il quadro diverrà definitivo all’interno dell’ordinamento, con orizzonte temporale già fissato a partire dal 2025/26. In uno scenario così definito, staff tecnico e giocatori sono chiamati a trasformare la pressione in energia competitiva, gestendo con lucidità ogni dettaglio di gara.

Prospettive societarie e prossimi passi

Per il club granata, la doppia pronuncia restringe le opzioni nella giustizia sportiva della FIGC: con i ricorsi respinti da CONI e Corte Federale d’Appello, il dossier resta cristallizzato su penalizzazione, ammende e inibizioni. Eventuali iniziative potranno maturare solo nei limiti dell’ordinamento generale, mentre l’attenzione si sposta su programmazione, mercato e campo. Il messaggio per l’ambiente è chiaro: servono compattezza e continuità per risalire subito la classifica.

Autore dell'articolo: legaprocalcio