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Sorrento-Bari 1-2: Bari, colpo esterno. Butic decisivo

Sorrento-Bari accende il Girone C di Serie C con una vittoria pesantissima dei biancorossi: 1-2 allo stadio “Donato Curcio” di Picerno. La squadra di Massimo Rastelli, reduce da una prova opaca nel turno infrasettimanale, risponde con personalità alla capolista: vantaggio nel primo tempo, pari immediato dei rossoneri a inizio ripresa e zampata finale di Butic. In mezzo, un’altra serata super di Cerofolini, protagonista di interventi decisivi. Tre punti che valgono l’aggancio virtuale alla vetta: il Bari ora è a -2 dal Sorrento, al primo stop stagionale.

Il match: Bari espugna il “Donato Curcio”

Avvio autorevole del Bari, che mette in campo aggressività e ordine. Il Sorrento cresce con il passare dei minuti, ma al 27’ arriva il colpo ospite: cross calibrato e inzuccata di Mantovani che anticipa tutti e supera Harrasser per lo 0-1. I rossoneri reagiscono nel finale di tempo: splendida girata di Bolzan e risposta monumentale di Cerofolini, che in due tempi evita anche il possibile gol oltre la linea. La capolista crea, ma la retroguardia biancorossa regge l’urto, proteggendo il prezioso vantaggio fino all’intervallo.

La ripresa: pari di Starita, lampo di Butic

La seconda frazione si apre con l’episodio che rimette tutto in equilibrio: Crecco sfonda a sinistra, salta Manè (entrato all’intervallo) e serve un pallone comodo che Starita deve solo spingere in rete per l’1-1. Dopo l’onda del pareggio, il ritmo cala e il Bari sceglie di alzare il baricentro con un offensivo 4-2-3-1, rinunciando a difendersi basso. La pressione paga all’86’: Darboe strappa in mezzo, verticalizza per Butic che con uno stop orientato elude Cargnelutti e fulmina Harrasser con un sinistro potente e preciso. Assalto finale del Sorrento: destro dal limite di Ricci e ancora un miracolo in stile “Garella” di Cerofolini a blindare il 1-2.

Le mosse di Rastelli e la risposta di Maiuri

La chiave del successo biancorosso sta nella gestione della ripresa: niente arretramento, anzi più palleggio tra le linee e catena di destra pronta a spingere. Il 4-2-3-1 di Rastelli consente al Bari di mantenere il controllo del pallone e scegliere il momento per colpire, mentre il Sorrento di Maiuri prova a far male soprattutto sugli esterni, affidandosi alla qualità di Crecco e all’attacco della profondità di Starita. L’ingresso di Manè non porta la scossa attesa e sulla sua corsia nascono le occasioni migliori dei rossoneri; di contro, la freschezza di Darboe tra le linee spacca il centrocampo avversario e apre l’autostrada al gol decisivo di Butic.

Top & Flop della gara

I Top: Crecco ispira, Butic e Cerofolini trascinano

Crecco si prende la scena del Sorrento nella ripresa: dopo un duello perso con Mantovani in occasione dello 0-1, illumina la fascia sinistra e confeziona l’assist dell’1-1 per Starita. Motorino inesauribile, crea superiorità numerica e costringe gli avversari alla costante copertura. Nel Bari il titolo di match winner è di Butic: partita a corrente alternata fino all’86’, poi lo strappo che vale i tre punti con uno slalom su Cargnelutti e il sinistro secco. Da sottolineare anche la prova da leader di Cerofolini, che tiene in piedi i suoi con almeno due interventi di altissimo livello.

I Flop: Cargnelutti e Manè, errori che pesano

Giornata in chiaroscuro per Cargnelutti: reduce da una prova super nel turno infrasettimanale, soffre la giocata di Butic sull’azione del 1-2 e non riesce a opporsi alla conclusione mancina. Nel Bari stecca l’ingresso Manè: il tempo di intervento sbagliato sullo sfondamento di Crecco apre la strada al pareggio di Starita e dà fiducia ai rossoneri. Errori singoli che, in una partita così tattica e bloccata, finiscono per fare la differenza sul risultato finale.

Prospettive in classifica

Il 1-2 porta il Bari a -2 dal Sorrento, che incassa il primo KO alla sesta giornata ma resta pienamente in corsa dopo un ottimo avvio. Per i rossoneri all’orizzonte c’è un impegno tosto sul campo del Foggia, occasione immediata per rialzarsi. I biancorossi, rinfrancati dal colpo esterno e dalla solidità ritrovata, possono capitalizzare l’entusiasmo: la strada è lunga, ma l’atteggiamento mostrato al “Donato Curcio” segna un passaggio identitario importante per il prosieguo del campionato.

Autore dell'articolo: legaprocalcio