Al “Massimino” va in scena una Catania-Barletta combattuta e intensa, chiusa sullo 0-0 dopo novanta minuti in cui l’equilibrio ha prevalso sulle scintille. Gli etnei provano a fare la partita, i pugliesi rispondono senza complessi, e i portieri recitano un ruolo da protagonisti. In uno dei crocevia più attesi del Girone C di Serie C, il pubblico assiste a una sfida tattica, ricca di duelli individuali e ribaltamenti, con episodi che avrebbero potuto piegare l’inerzia da una parte o dall’altra.
Cronaca e momenti chiave
Il Catania impone ritmo e baricentro sin dalle prime battute, ma fatica a scardinare l’ordinata retroguardia biancorossa. Il Barletta non arretra: dopo nemmeno un quarto d’ora, Mateus Da Silva sfiora il capolavoro con una botta dalla distanza che centra il palo e gela il “Massimino”. La squadra di Paci insiste e costruisce un’altra chance con Piarulli, il cui destro sul primo palo trova un Dini molto attento. I rossazzurri, pur palleggiando con continuità, creano poco tra le linee: la densità ospite in area respinge cross e seconde palle, mentre le verticalizzazioni etnee si spengono spesso sui centrali avversari. Ne nasce un primo tempo spigoloso, con parecchi duelli aerei e pochi varchi puliti.
Secondo tempo e brividi finali
La ripresa si apre con i padroni di casa più diretti: il neoentrato Insigne trova un mancino insidioso che spaventa Matosevic. Il copione però resta bilanciato: sulla corsia mancina Vona crea superiorità e costringe ancora Dini all’intervento. Nell’ultimo quarto d’ora i rossazzurri sembrano averne di più e ci provano da fuori con Ierardi, ma Matosevic vola e sventa. A tempo scaduto l’estremo difensore sloveno si supera su Coda, blindando lo 0-0. Brivido al 90’: Da Silva colpisce di testa sul secondo palo e mette il pallone all’incrocio, ma il suggerimento di Manetta parte da posizione irregolare e la gioia resta strozzata. L’inerzia non si sposta più e la gara si congela sul pari.
Top: leadership e qualità
Tra i migliori in campo spicca Matteo Di Gennaro: il centrale del Catania sbaglia poco o nulla nelle letture in area, guida il reparto con personalità e, sulle palle inattive, porta pericolosità aggiungendo centimetri e presenza. Tempismo negli anticipi, pulizia in uscita e marcature serrate gli valgono la palma di riferimento difensivo. Dall’altra parte, Mateus Da Silva conferma il suo momento: regge il peso dell’attacco del Barletta, attacca la profondità, lavora di sponda e non rinuncia al sacrificio in non possesso. Colpisce un palo clamoroso e trova anche un’incornata da applausi, vanificata dalla bandierina alzata: resta la sensazione di un attaccante sempre nel vivo dell’azione.
Flop: luci spente e chance sciupate
Giornata complicata per Giovanni Bruzzaniti: schierato a tutta fascia, fatica a trovare linee di corsa utili, si accende di rado nell’uno contro uno e, negli ultimi trenta metri, paga qualche imprecisione di troppo che innesca ripartenze pericolose. In generale, tra le note dolenti va annotata la mancata concretezza del Barletta nel primo tempo: mole di gioco apprezzabile e trame pulite non bastano senza la zampata, e la sensazione è che con un pizzico di cattiveria in più la serata avrebbe potuto prendere una piega diversa per gli ospiti.
Classifica e prospettive nel Girone C
Per la squadra di Longo arriva il secondo risultato utile consecutivo e un punto che muove la classifica: i rossazzurri toccano quota sette, agganciando proprio il Barletta di Paci, al quarto pari nelle prime sei uscite. Il passo è da squadra solida, ma con margini di crescita nella rifinitura: efficienza nelle due aree e maggiore precisione sotto porta restano il discrimine per trasformare equilibrio in vittorie nel competitivo Girone C.