Non basta appellarsi alla sfortuna: i numeri parlano chiaro. Il Cosenza ha raccolto solo 2 punti in 6 partite e oggi occupa il penultimo posto del Girone C di Serie C, davanti soltanto al Crotone, partito con una penalizzazione di -6. Allo score pesante si aggiunge un attacco in evidente difficoltà (5 reti realizzate) e una retroguardia in affanno con 15 gol incassati: seconda peggior difesa del raggruppamento, peggio solo il Giugliano. La stagione è appena agli inizi, ma il trend va invertito subito.
Classifica e numeri: un trend da ribaltare
La fotografia attuale della classifica di Serie C è impietosa: il Cosenza fatica a trasformare il possesso in occasioni e concede troppo negli ultimi metri. Cinque gol fatti in sei gare parlano di un’inerzia offensiva da ritrovare, mentre i 15 subiti segnalano distanze e letture difensive da correggere in fretta. La squadra è penultima, “salvata” solo dalla penalizzazione del Crotone: un dettaglio che sottolinea quanto la resa sul campo debba crescere. Servono aggressività nelle seconde palle, più continuità tra i reparti e maggiore lucidità nelle scelte nell’ultimo terzo, per uscire da una spirale che rischia di farsi psicologica oltre che tecnica.
2017/18, dal crollo al salto in Serie B
Non è però la prima volta che il Cosenza parte così piano. Nel 2017/18 la stagione si aprì con Gaetano Fontana: ko a Monopoli, sconfitta interna con la Paganese, poi due pari consecutivi con Matera e Fidelis Andria e un pesante poker incassato a Siracusa che chiuse la sua gestione. Con Piero Braglia l’inizio non fu indolore (caduta casalinga col Catania), ma da lì scattò la risalita: in campionato arrivarono appena altre tre sconfitte e, soprattutto, la clamorosa corsa negli spareggi playoff fino alla promozione in Serie B. Una pagina straordinaria, nata proprio da un avvio stentato e trasformata in spinta motivazionale.
1973/74, la rimonta che non bastò
All’opposto, il campionato 1973/74 offre un monito severo. Guidato da Enzo Benedetti e poi dall’argentino Oscar Montez, il Cosenza mise insieme solo due punti nelle prime sei giornate, trovando la prima vittoria addirittura all’undicesima contro il Lecce. Nonostante una poderosa rimonta nel girone di ritorno, la classifica non premiò i rossoblù: arrivò la retrocessione in Serie D per la peggior differenza reti rispetto al Marsala. Stessa partenza, esiti diametralmente opposti: la storia insegna quanto pesino i dettagli, dalla tenuta mentale alla gestione dei momenti dentro le partite.
Tra passato e presente, quale strada imboccare
Il doppio precedente racconta che un avvio negativo può diventare slancio o zavorra. Oggi la priorità per il Cosenza è ritrovare equilibrio: compattare la fase difensiva, alzare i giri dell’attacco e capitalizzare gli episodi. Il margine per risalire c’è: trasformare la pressione in energia positiva può fare la differenza in un Girone C competitivo, dove la continuità premia più dei picchi isolati.