Al Piola di Novara va in scena una Renate-Giana Erminio da cuori forti ma sorrisi rimandati. Le due squadre, ancora a caccia del primo acuto stagionale, si spartiscono i punti in un confronto che alterna sbadigli e accelerazioni, senza mai trovare la zampata risolutiva. Il risultato, giusto per quanto visto, lascia l’amaro in bocca a entrambe nella combattuta Serie C Girone A.
Renate-Giana Erminio: cronaca e analisi
La prima frazione scorre a ritmi bassi, con poche idee e linee di passaggio intasate. A rompere l’equilibrio è Calì al 20’: il suo tap-in premia l’istinto dopo un rigore respinto, punendo un Renate troppo passivo nell’occasione. La Giana prova a gestire il vantaggio, ma fatica a consolidarlo: circolazione lenta, densità centrale e scarsa profondità rendono prevedibili gli attacchi ospiti, mentre i padroni di casa costruiscono poco ma restano in partita.
La ripresa cambia copione: spazi più larghi e intensità crescente. La Giana Erminio alza i giri rispetto a un primo tempo quasi sterile, ma anche il Renate trova coraggio e verticalità. L’episodio che pesa è la fiammata di Kerrigan, che capitalizza un’azione ben rifinita e riporta i suoi in carreggiata. Fiammate da una parte e dall’altra, ma mancano lucidità nell’ultimo passaggio e cattiveria in area: il pari fotografa bene l’andamento e serve poco alla classifica di entrambe.
Top: leadership e strappi
Rovinelli (Giana Erminio)
Rovinelli è il faro inatteso: età verde, presenza da veterano. In marcatura non concede quasi nulla, vince duelli aerei e firma due chiusure decisive che tengono in piedi la Giana. Quando si spinge oltre la metà campo diventa un riferimento, attaccando l’area con tempi perfetti: da un suo spunto nasce l’azione più pesante della serata. Esclamativo per personalità, tempi di gioco e letture.
Kerrigan (Renate)
Kerrigan è la somma di corsa, sostanza e concretezza. Il numero 47 del Renate strappa tra le linee, allunga la squadra e si presenta puntuale all’appuntamento con il gol, autentica ciliegina su una prova completa. Si fa trovare tra mezze posizioni e ampiezza, aiuta in ripiegamento e riparte veloce: prezioso per equilibrio, continuità e peso specifico negli ultimi metri.
Flop: corsie in sofferenza
Mora e Ruffini (Giana Erminio)
Serata complicata per Mora e Ruffini. In fase difensiva concedono corridoi e tempi di cross, in quella offensiva spingono a strappi senza precisione, con pochi traversoni utili. Dalle loro zolle nascono le situazioni più pericolose concesse alla Giana: letture tardive e distanze sbagliate costano care a una retroguardia che aveva bisogno di maggior protezione esterna.
Delcarro (Renate)
Delcarro non trova l’inerzia giusta sulla propria fascia: pochi strappi, sovrapposizioni rarissime, tempi d’inserimento non puliti. In una gara che chiedeva profondità e ampiezza, la sua spinta sarebbe stata oro per allungare la Giana e creare superiorità: fermo, al di sotto del consueto standard di affidabilità.
Il punto muove appena la classifica ma rilancia i temi: solidità da ritrovare sulle corsie per la Giana, continuità e qualità nell’ultimo terzo per il Renate. La prossima tappa dirà se questo pari sarà un trampolino o un’altra occasione solo sfiorata.