Carpi-Lumezzane accende il pomeriggio del Girone A di Serie C con una rimonta che profuma di svolta. Al Cabassi gli ospiti passano per primi grazie ad Anatriello, bravo ad approfittare di un inciampo iniziale di Scacchetti. Ma la ripresa cambia il film: i biancorossi alzano giri, ritmo e coraggio, colpiscono due legni e ribaltano l’inerzia fino al 3-1. Nel mezzo ci sono le firme di Figoli, del subentrante Abdoulaye Sall – autentico uomo-partita – e di Montipò nel recupero. Un successo che scaccia nubi e rilancia il Carpi in classifica, lasciando al Lumezzane il rimpianto per le tante chance sprecate.
La partita: errori, occasioni e la scintilla della rimonta
L’avvio è di marca lombarda: pressione alta e verticalizzazioni rapide mettono in difficoltà la retroguardia di casa. L’1-0 nasce da una lettura sbagliata di Scacchetti, punita da Anatriello, ma il portiere si riscatta in fretta con interventi decisivi che tengono il Carpi in linea di galleggiamento. Il Lumezzane crea almeno tre-quattro palle gol nitide senza affondare il colpo, mentre lo stadio trattiene il fiato. Dopo l’intervallo cambia tutto: il Carpi alza il baricentro, vince duelli e seconde palle e trova il pari con Figoli. Due legni fanno da preludio al sorpasso firmato Sall, che nel finale completa l’opera servendo l’assist a Montipò per il 3-1 a tempo scaduto.
Top Carpi
Abdoulaye Sall decisivo
Entrato nella ripresa, Abdoulaye Sall sposta l’equilibrio: attacca la profondità, strappa, costringe i difensori all’errore e, soprattutto, segna il gol del sorpasso con tempismo e freddezza. Nel recupero alza ancora l’asticella con l’assist a Montipò, suggellando una prova da leader silenzioso. Per Cassani è la chiave tattica e mentale della rimonta: il suo ingresso dà peso all’ultimo terzo, apre corridoi ai compagni e trasmette fiducia a un gruppo reduce da settimane complesse. Una prestazione che vale più dei numeri e che certifica il suo stato di forma.
Lumezzane, luci e ombre
Brillanti all’inizio, poi il blackout
Il Lumezzane esce dalla prima frazione con la sensazione di aver lasciato qualcosa di grande per strada. Il vantaggio di Anatriello, arrivato su un episodio, sblocca la gara e libera la manovra: da lì fioccano occasioni che però non diventano raddoppio. Nella ripresa, invece, si spegne la luce: errori di gestione, distanze sfilacciate tra i reparti e poca lucidità sottoporta. La squadra non regge l’onda d’urto di un Carpi più aggressivo e finisce per subire due colpi in fotocopia: attacchi profondi alle spalle della linea e poca protezione sulla trequarti, dettagli che fanno la differenza a questi livelli.
Carpi, approccio da rivedere e risposte forti
Scacchetti croce e delizia, poi muro
Il primo tempo del Carpi racconta di un approccio contratto e di un errore pesante di Scacchetti, subito però riscattato da parate che tengono viva la partita. Dopo l’intervallo cambia la sceneggiatura: pressione più alta, linee compatte, mezzali dentro al campo e ampiezza cercata con continuità. Nascono così pari, rimonta e strappo finale, con i legni a testimoniare la costanza dell’assedio. Il 3-1 restituisce ossigeno alla classifica e morale allo spogliatoio; per il Lumezzane resta la lezione di concretezza: in un match aperto come Carpi-Lumezzane, capitalizzare le occasioni vale quanto il gioco.