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Hellemons: Pro Vercelli unita, dal vivaio alla prima squadra

Alla Pro Vercelli si lavora per costruire un club coerente e moderno, dove tutti remano nella stessa direzione. A guidare questo cambio di passo è Eric Hellemons, olandese classe 1971, oggi Technic Manager & Head of methodology del club. Arrivato nel 2026 per fare da ponte tra settore giovanile e prima squadra, Hellemons porta un approccio pragmatico: chiarezza dei ruoli, comunicazione continua e un’identità tecnica riconoscibile che metta al centro la crescita dei giovani e la competitività in Serie C.

Una visione unica per tutto il club

Per Hellemons, la priorità è allineare ogni area: dai Pulcini alla prima squadra. La sua bussola è semplice e ambiziosa insieme: far dialogare staff tecnici e giocatori con obiettivi e linguaggio comuni. Si parte dalla persona, poi dal calciatore: un principio pedagogico che guida ogni scelta. L’identità di gioco ruota attorno a tre momenti – avere palla, non averla, riconquistarla – sostenuti da condizione fisica, qualità posizionale e lettura degli spazi. Nel primo anno l’obiettivo è portare l’Academy sulla stessa lunghezza d’onda della prima squadra, alzando intensità e standard di allenamento lungo tutta la filiera.

Recruitment condiviso e filiera dal vivaio

Niente uomo solo al comando: il recruitment è un processo collegiale. Hellemons lavora a stretto contatto con lo staff, con confronti quotidiani con i giocatori e con il tecnico della prima squadra, e mantiene un filo diretto con colleghi all’estero per feedback periodici. Ogni mese si riunisce con il gruppo BFG per definire i passi successivi: i tempi possono variare, ma conta prendere decisioni giuste al momento giusto. In campo devono andare i migliori e, tra questi, prima possibile i ragazzi del settore giovanile, perché “Pro Vercelli, BFG e area tecnica” sono pensati come un’unica entità.

Il ruolo di Daniele Bonera nella filiera tecnica

La presenza dell’allenatore della prima squadra è decisiva per saldare il legame con Under 17 e Primavera. Bonera frequenta le gare del vivaio insieme agli altri tecnici e agli scout, offrendo disponibilità e competenze con profilo basso e grande accessibilità. Questo invia un segnale chiaro all’ambiente e garantisce visibilità ai talenti: quando emerge un profilo interessante, l’informazione circola subito tra allenatori di categoria e prima squadra. Una rete interna che accorcia le distanze e accelera i percorsi meritocratici.

Dati e piattaforme al servizio dello scouting

I dati sono diventati centrali nello scouting e nel recruitment. La Pro Vercelli utilizza strumenti come SciSports, Wyscout, Impect e GamePlan, con l’obiettivo di integrare presto un ambiente condiviso in cui scambiarsi video, report prestazionali e statistiche. Per Hellemons, come in ogni azienda, la chiave è la comunicazione: una volta che le informazioni circolano, preparare la partita successiva o la nuova seduta diventa più efficiente e le valutazioni tecniche risultano più oggettive e tracciabili.

Risultati immediati e radici nel territorio

Equilibrare il risultato del weekend con una progettualità di lungo periodo è la sfida più delicata della prima squadra. La risposta passa da un’idea chiara e condivisa di come allenarsi e giocare, discussa collegialmente con tutto lo staff. Il vivaio, intanto, si alimenta dal territorio: costruire relazioni con i club dilettantistici entro 30–35 chilometri da Vercelli è una priorità. Andare da loro, parlare, spiegare la proposta tecnica e cosa si può offrire in termini di crescita. Non è una scorciatoia immediata, ma un investimento che rende la comunità partecipe del progetto.

Budget, Academy e la sfida principale

Il budget va impiegato con intelligenza: meglio pochi profili giusti che molti acquisti ordinari, riservando risorse al settore giovanile e, quando serve, a figure specialistiche di staff. È una filosofia condivisa “da sinistra a destra e dall’alto al basso”, allineata con BFG. La sfida più grande? Strutturare l’Academy e portare tutti dentro la stessa visione, con riunioni regolari, confronto sulla cultura del lavoro, osservazione di allenamenti e partite. La casa può essere bellissima, ma funzionerà solo con le persone giuste dentro.

Persone, metodo e quotidianità

Costruire un buon gruppo richiede tempo dedicato alle persone. Hellemons visita i tecnici del vivaio tre o quattro volte a settimana, li osserva, si confronta, vuole conoscere la persona dietro l’allenatore e il giocatore. Porta un approccio “porta aperta”: se qualcuno bussa, si ferma ad ascoltare. E quando serve, sa essere deciso in riunione. La comunicazione con staff e squadra sta crescendo: piccoli passi, ogni giorno, per rendere il club un po’ più strutturato e migliore, mantenendo fede a una rotta comune e a un ambiente aperto, corretto e positivo.

Autore dell'articolo: legaprocalcio