Dal laboratorio del presidente Mauro Giacca arriva un messaggio limpido: il Trento non ha fretta, ma sa dove vuole andare. La crescita è stata costruita “a mano”, un gradino alla volta, e il percorso continua senza scorciatoie. L’orizzonte si allarga e la Trento Serie B non è un miraggio: per arrivarci serviranno basi solide, organizzazione e una visione capace di unire sostenibilità e competitività, in linea con lo spirito pragmatico che ha portato la società a consolidarsi stagione dopo stagione in Serie C.
Un progetto costruito a mano
“Sono un artigiano”: l’autodefinizione di Giacca racconta il metodo con cui il club ha messo radici. Niente salti nel buio, solo passaggi misurati e coerenti con le risorse disponibili. La società cresce insieme alla propria struttura: uffici, staff, processi e cultura organizzativa si muovono all’unisono con l’obiettivo di alzare l’asticella senza perdere l’equilibrio. In questo quadro, la parola chiave è continuità: consolidare oggi per essere più forti domani, mantenendo identità, sostenibilità e un profilo competitivo nel contesto della Lega Pro.
Infrastrutture che fanno la differenza
La svolta passa dal centro sportivo. Una volta completato, spiega Giacca, “i tempi potrebbero essere maturi per salire di categoria”. Non è solo un impianto: è la casa dove allenare metodo, intensità e cura del dettaglio, la base per valorizzare i giocatori e creare un ambiente professionale che attiri profili in linea con l’ambizione del club. Strutture adeguate significano anche prevenzione degli infortuni, ottimizzazione dei carichi, crescita dei giovani e, in definitiva, competitività stabile nel medio periodo.
Strada verso la B
Il modello Südtirol
Per Giacca, l’esempio da seguire è il Südtirol: un percorso lungo anni, fondato su programmazione, organizzazione e costanza di rendimento. Nessuna accelerazione forzata, ma piccoli traguardi che si sommano fino a fare la differenza. Replicare quel cammino significa lavorare sul dettaglio quotidiano: scouting oculato, valorizzazione delle risorse interne, equilibrio di bilancio e un’idea di gioco coerente con gli obiettivi sportivi.
Ambizione e umiltà
“Oggi forse non siamo pronti, ma in futuro vedo il Trento in B”: la frase che segna la rotta. L’ambizione è chiara, l’atteggiamento rimane umile. Tradotto: non lasciare nulla per strada, curare l’oggi per costruire il domani. L’obiettivo è farsi trovare pronti quando il contesto – tecnico, societario e infrastrutturale – consentirà il salto, evitando rischi inutili e mantenendo una linea di crescita credibile e riconoscibile.
L’orizzonte del Trento
Il messaggio che arriva ai tifosi e alla città è di fiducia: il progetto è vivo, la direzione è tracciata e il traguardo è alla portata se ogni passo resterà allineato alla visione del club. La Trento Serie B non è una promessa, ma una possibilità concreta che passa dal lavoro quotidiano, dalla qualità delle strutture e da una leadership capace di coniugare ambizione e misura.