L’aria è cambiata in fretta in casa Altamura. Con Giuseppe Raffaele in panchina, la squadra ha riacceso gamba e idee, tornando a mostrare quell’impronta aggressiva che l’aveva resa riconoscibile. Il direttore sportivo Matteo Lauriola, intervenuto su Telesveva, non nasconde la soddisfazione dopo il pari con il Potenza e i progressi visti già con il Cosenza: corsa in avanti, pressing alto, uno contro uno e ricerca costante della vittoria. “Ho ritrovato il gruppo che avevo costruito”, il messaggio che fotografa un’identità tornata a brillare nel Girone C di Serie C.
L’impatto di Raffaele sull’Altamura
È bastata poco più di una settimana a Raffaele per riportare a galla velocità, intensità e attacco della profondità. Qualità che, secondo Lauriola, si erano affievolite in alcune gare e che ora sono di nuovo centrali nel piano partita. Pur riconoscendo che con il Potenza siano sfumati due punti, il ds sottolinea come l’Altamura abbia ritrovato naturalezza nella manovra, verticalità e coraggio. Un cambio di passo che non riguarda solo l’estetica, ma l’atteggiamento: la squadra difende in avanti, recupera palla alta e prova a imporre ritmo e qualità, come nelle migliori fasi della scorsa stagione.
Una scelta reciproca e un legame di lunga data
La panchina biancorossa non è stata un ripiego: “Ci ha scelto anche lui”, spiega Lauriola, rimarcando come Raffaele abbia visto nell’organico margini significativi di crescita. La stima tra i due nasce oltre dieci anni fa, quando condividevano la stanza da calciatori nei dilettanti: un rapporto alimentato da fiducia e visione comune, ma non sufficiente da solo a orientare la scelta. Il tecnico aveva alternative e reputazione da categoria, e proprio per questo la decisione di sposare il progetto Altamura certifica la credibilità del club e la qualità della rosa messa a disposizione.
L’addio a Memushaj e le responsabilità del club
Il dossier panchina passa anche dal capitolo Memushaj. Lauriola riconosce l’avvio discreto, ma parla apertamente di involuzione e perdita d’identità: un’Altamura divenuta piatta, lontana dalla propria vocazione offensiva, quella che in passato convinceva anche nelle sconfitte. Il ds si assume le responsabilità della scelta estiva, sottolineando come in questo caso l’esperienza non abbia aiutato a invertire la rotta. Il cambio era necessario per restituire alla squadra principi chiari, ritmo e intensità, elementi che con Raffaele sono tornati punti fermi.
Obiettivi chiari: quota 40 e crescita sostenibile
Nonostante l’entusiasmo ritrovato, l’obiettivo resta pragmatico: la salvezza, da blindare raggiungendo il prima possibile la soglia dei 40 punti. Il Girone C è equilibrato e insidioso, perciò l’Altamura punta alla continuità di prestazione più che ai proclami. Parallelamente, il club ribadisce la centralità di un progetto sostenibile: crescita dei giovani, valorizzazione tecnica ed economica, e attenzione al calciomercato come leva per consolidare ambizioni e bilanci.
Giovani osservati speciali e mercato in fermento
Le prestazioni non sono passate inosservate: Mogentale, Grande, Zazza, Nazzaro e Pacia sono già monitorati da club di categorie superiori. In estate alcune opportunità non si sono concretizzate, ma Lauriola assicura che, a tempo debito, verranno ascoltate le aspirazioni dei ragazzi meritevoli del salto. Una linea che unisce campo e governance: consolidare un’identità competitiva, offrire vetrina ai talenti e generare plusvalenze per alimentare, stagione dopo stagione, la solidità del progetto Altamura.