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Scafatese, Facciolo: A Bari con coraggio, tifosi assenti

Una trasferta dal profumo di grande calcio attende la Scafatese: i gialloblù sfidano il Bari nel Girone C di Serie C, sul palcoscenico del San Nicola. Il tecnico Michele Facciolo indica la rotta: servono coraggio, personalità e mente fredda per strappare un risultato su un campo dove i biancorossi non hanno ancora incassato gol. Il riferimento va allo spirito mostrato in uscite complesse come Caserta, Catania e Salerno: prestazioni intense, identitarie, da riproporre contro un avversario di primo livello. L’obiettivo è crescere attraverso la sfida, trasformando l’energia della gara in concretezza nelle due fasi e capitalizzando ogni spiraglio con cinismo.

Le parole di Facciolo alla vigilia

Facciolo riconosce la forza dei pugliesi: una squadra allestita per traguardi ambiziosi, con individualità superiori alla categoria e una solidità casalinga sinora intatta. Proprio per questo, il tecnico chiede alla Scafatese una prova “da grandi”: personalità nei momenti di pressione, coraggio nel prendersi responsabilità e capacità di restare dentro la partita dall’inizio alla fine. La convinzione dell’allenatore è netta: a Bari si può offrire una prova all’altezza, come già fatto su campi caldi, puntando su compattezza di reparto, letture rapide e cura dei dettagli. La ricerca di un risultato positivo passa da intensità, attenzione e continuità nell’arco dei novanta minuti.

L’analisi dell’avversario Bari

Il Bari è descritto come un gruppo ricco di qualità in ogni zona del campo: fisicità, tecnica e alternative in panchina rendono i biancorossi una macchina capace di imporre ritmo e densità, soprattutto al San Nicola dove non hanno ancora subito reti. Per Facciolo, la chiave sarà non subirne il palleggio: ridurre gli spazi tra i reparti, difendere in modo aggressivo e raddoppiare sulle corsie per limitare le giocate dei singoli. Le caratteristiche dell’avversario impongono lucidità nelle scelte, intensità negli uno contro uno e massima disciplina tattica, evitando di concedere campo nelle transizioni che il Bari sa attaccare con puntualità.

Piano partita: aggressività e lucidità

“Aggredirli quando hanno la palla” diventa il manifesto del match plan: pressione coordinata sul portatore, linee corte e corse in avanti per rompere la manovra pugliese. Quando il possesso sarà gialloblù, servirà invece essere lucidi e “cattivi” nell’attaccare l’area: pochi tocchi, verticalità e presenza negli ultimi sedici metri per sfruttare ogni chance. Facciolo chiede alla Scafatese di riproporre l’atteggiamento di Caserta, Catania e Salerno: identità, coraggio e cura del dettaglio. Il messaggio è chiaro: la gara si gioca anche nella testa, dove personalità e fiducia possono colmare i divari tecnici se accompagnate da organizzazione e ritmo.

Tifosi assenti al San Nicola

In Puglia mancherà ancora una volta la voce dei tifosi gialloblù. Per decisione delle autorità è in vigore il divieto di vendita dei biglietti ai residenti nella provincia di Salerno, misura che priverà la squadra del consueto sostegno in trasferta. Facciolo non nasconde l’amarezza: per chi vive di calcio, la presenza sugli spalti è benzina emotiva, fatta di cori, bandiere e partecipazione. L’allenatore ribadisce un concetto semplice ma profondo: lo sport ha bisogno delle sue comunità, perché l’energia che arriva dalla tribuna sa incidere sulle prestazioni e rende ogni partita un evento condiviso.

Una mancanza che pesa

Il tecnico definisce l’assenza del pubblico una sconfitta per tutti: calciatori, club e appassionati. In un confronto così delicato, la spinta dei tifosi avrebbe rappresentato un fattore, ma il gruppo è chiamato a trasformare il dispiacere in motivazione, restando fedele al piano gara e alla propria identità. Anche senza il dodicesimo uomo, l’obiettivo dichiarato è provare a riportare a casa un segnale forte: una prestazione convincente al San Nicola, all’altezza del contesto e della tradizione del Bari, confermando la crescita della Scafatese nel Girone C di Serie C.

Autore dell'articolo: legaprocalcio