Il 2-1 incassato in casa contro il Picerno riporta la Cavese a un bagno di realtà. Nel post gara, Cristiano Masitto ha chiesto umiltà e lavoro, sottolineando come il match del Girone C di Serie C sia scivolato via per dettagli e letture sbagliate. Malgrado il predominio territoriale a tratti evidente, i padroni di casa si sono ritrovati sotto di due reti, pagando caro alcune scelte frettolose e un paio di errori difensivi che hanno indirizzato la partita. Le occasioni non sono mancate – compresi due palloni importanti sui piedi di Macchi – ma la porta avversaria è rimasta stregata fino al finale.
Errori che pesano e piano gara tradito
Masitto ha riconosciuto i meriti del Picerno e la serata storta dei suoi. Nel primo tempo, pur stazionando spesso nella metà campo avversaria, la Cavese ha disatteso il piano gara: gestione del possesso poco lucida, ricerca ossessiva della verticalità e due ingenuità decisive. Il vantaggio ospite nasce da un’imbucata concessa con la squadra mal posizionata; il raddoppio, ancor più grave, arriva da un retropassaggio sbagliato. Sono episodi che in Serie C non si perdonano: andare sotto 0-2 toglie certezze e complica ogni rimonta. L’allenatore ha ribadito l’urgenza di rimboccarsi le maniche e di tornare con i piedi per terra.
Costruzione sterile e corsia destra in affanno
Un nodo tattico emerso con chiarezza è stata la corsia destra: poco sfruttata nell’ampiezza e nelle situazioni di uno contro uno. Contro un Picerno compatto, pronto a ripartire, la Cavese avrebbe dovuto allargare il gioco e far scivolare la pressione, invece ha forzato linee interne e verticalizzazioni premature. Così si sono innescati palloni persi in zone calde e transizioni sanguinose. Per Masitto il secondo gol «regalato» è l’errore non accettabile della serata, quello che spezza l’inerzia. L’obiettivo ora è ritrovare equilibrio tra gestione, ampiezza e aggressività, evitando leggerezze che questa categoria punisce senza appello.
Sottotono diffuso e campanello d’allarme da Foggia
L’allenatore ha parlato di una prova collettiva al di sotto degli standard: cinque, sei, persino sette elementi non hanno raggiunto la sufficienza. In una squadra che vive sull’apporto corale, quando più pedine calano diventa difficile incidere. Il tecnico ha collegato il passo falso alle avvisaglie di Foggia: negli ultimi minuti lì si sono persi diversi duelli e un possesso sanguinoso ha portato alla beffa. Stavolta, almeno, la squadra è rimasta dentro la partita, rispettando indicazioni su ammonizioni e gestione emotiva; ma il monito resta forte e chiaro: servono attenzione nei contrasti e pulizia nelle scelte per non alimentare le ripartenze avversarie.
Freschezza e rotazioni per una rosa giovane
Tra le cause, Masitto non esclude un velo di stanchezza e calo di lucidità, pur ricordando che siamo solo alle prime curve del campionato e che la rosa è molto giovane. Proprio per questo, il tecnico valuta di attingere maggiormente alle alternative: la panchina è profonda e le rotazioni possono ridare brillantezza e competitività interna. L’idea è premiare chi sta meglio, anche a costo di far rifiatare chi appare sottotono. La Cavese punta a rialzare l’intensità degli allenamenti e a ritrovare quella cattiveria agonistica che ha accompagnato le vittorie recenti.
Reazione nella ripresa, ma il gol arriva tardi
Nella seconda metà si è vista una reazione più convinta: i cambi hanno inciso, la squadra ha accorciato con il 2-1 e ha ricominciato a creare. Restano i rimpianti per due conclusioni importanti di Macchi che avrebbero potuto riaprire prima l’incontro e dare fiducia al gruppo. Masitto salva l’atteggiamento: diversamente da altre uscite, i suoi non sono usciti mentalmente dal match e hanno continuato a crederci. Su queste basi il tecnico vuole costruire la ripartenza, cancellando le ingenuità e consolidando principi chiari in entrambe le fasi.
Guardare avanti nel Girone C
Il messaggio finale è netto: identità, umiltà e lavoro quotidiano. La Cavese deve ricominciare dalle fondamenta – solidità, attenzione e gestione dei momenti – per poi provare a «comandare» quando la gara lo consente. Nel Girone C, l’equilibrio è sottile e i dettagli decidono: evitare regali e capitalizzare le occasioni farà la differenza già dal prossimo impegno.