Salernitana-Savoia 1-1: ritmo, tensione e contestazione
Nel derby campano di Serie C valido per il Girone C, Salernitana-Savoia finisce 1-1 allo Stadio Arechi. Gli ospiti passano con Francesco Meola, padroni di casa che impattano solo allo scadere grazie a un rigore trasformato da Lescano. La sensazione, nitida, è che il punto stia stretto al Savoia: più organizzato, intenso e pericoloso per lunghi tratti, ha imbrigliato i granata e sfiorato il colpo grosso davanti a circa cinquecento tifosi nel settore ospiti. A fare da cornice, un impianto semideserto e una curva che ha intonato cori di protesta nei confronti del presidente Danilo Iervolino, elemento che ha aggiunto tensione a una gara già tesa. Finale amaro per i bianchi, frenati solo dall’episodio, ma che escono dall’Arechi con autostima accresciuta e la consapevolezza di aver dettato il ritmo del confronto.
Top: Gianluca Longobardi accende i granata
Se c’è un nome che accende la serata granata è quello di Gianluca Longobardi. Considerato ai margini a inizio stagione, entra dalla panchina e cambia l’inerzia: attacca con continuità la corsia, salta l’uomo, forza duelli che fino a quel momento la Salernitana aveva perso. La giocata chiave è la furbizia con cui si costruisce un netto rigore, leggendo in anticipo la giocata avversaria e portando il contatto dove fa più male. Non è solo strappo offensivo: nei minuti finali firma un’anticipazione provvidenziale a pochi passi dalla linea, gesto che vale come un gol. Temperamento, letture, impatto immediato: l’“uomo della provvidenza” granata che tiene aperto il match e indica una via fatta di coraggio e gamba.
Top: Francesco Meola trascina il Savoia
Dall’altra parte brilla Francesco Meola, autentico faro del Savoia. La sua rete all’Arechi resterà a lungo nella memoria: taglio perfetto, freddezza nell’esecuzione e personalità per prendersi il palcoscenico in un derby. Oltre al gol, però, c’è sostanza: s’abbassa a cucire il gioco, si alza a rompere le linee, mette in costante affanno i mediani granata – confronto diretto con profili esperti come Vitale e Tascone superato a pieni voti – e trasmette fiducia ai compagni. Ogni sua conduzione guadagna metri e secondi preziosi, costringendo la Salernitana a rincorrere. Se il Savoia ha dato per lunghi tratti la sensazione di avere il controllo, gran parte del merito è del suo leader tecnico.
Flop: Eugenio D’Ursi, occasione sprecata
Serata complicata per Eugenio D’Ursi. Atteso come valore aggiunto, non riesce a incidere: tocchi sporchi, scelte affrettate, nervosismo crescente che lo porta a forzare giocate poco lucide. L’episodio che pesa è l’occasione a tu per tu sullo 0-0: tempo e spazio per colpire, ma la conclusione non trova precisione e cambia il corso della gara. Dopo settimane in cui aveva promesso una risalita, il pubblico granata aspetta ancora il D’Ursi ammirato a Sorrento. Le qualità non si discutono, ma serve maggiore continuità mentale e tecnica per trasformarle in pericoli concreti tra le linee.
Flop: Alessio Nepi, serata complicata
Anche Alessio Nepi vive una serata in ombra. In una categoria dove spesso fa la differenza, stavolta viene imbrigliato dalla coppia Celiento–Heinz, brava a togliergli profondità e a sporcare ogni ricezione. Quando finalmente trova campo, manca quel lampo nella scelta finale che lo ha reso spesso determinante. Non aiuta il contesto, con il Savoia più attento a schermare il centro nei minuti decisivi, ma da lui ci si aspetta comunque maggiore incisività nei movimenti senza palla e nei tempi d’attacco. Va ricordato che il rigore dell’1-1 nasce da un intervento di Scotti e non da una sua giocata: la valutazione resta legata alla prestazione complessiva, sotto standard rispetto al suo potenziale.