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Trento, Mehic alza l’asticella: oltre il 5° posto

Mehic guida il Trento: ambizione e responsabilità

In casa Trento l’emergenza infortuni ricompatta lo spogliatoio e ridefinisce le gerarchie. Lo stop di Marco Garetto, fermato da uno strappo muscolare per circa tre mesi, consegna in modo stabile le chiavi del centrocampo a Amer Mehic. Il bosniaco vive il momento con serenità e fame, forte di una condizione finalmente ottimale dopo i guai fisici del passato: esperienza che lo aiuta a comprendere chi oggi è ai box e a farsi collante per il gruppo. Ritmo, personalità e letture: sono questi gli ingredienti con cui il regista gialloblù punta a dare continuità al percorso, alimentando uno spirito competitivo che nello spogliatoio non è mai mancato.

Emergenza infortuni e regia del centrocampo

Con Garetto out, Mehic diventa il perno della costruzione: detta i tempi, resiste alla pressione e verticalizza per accendere le corsie e le punte. Più che una semplice sostituzione, è un cambio di passo nella gestione della manovra. L’ultima stagione, segnata dagli infortuni, lo ha reso più solido sul piano mentale: oggi si muove tra le linee con equilibrio, alternando palleggio corto e lanci in profondità, proteggendo la difesa e guidando il pressing iniziale. Il suo raggio d’azione si allarga anche sulle palle inattive, dove timing e scelta di passaggio diventano armi preziose. La squadra, compatta e generosa, risponde con disponibilità totale: ognuno mette un mattone, consapevole che la qualità del collettivo fa la differenza nei momenti caldi.

Obiettivi stagionali: oltre il quinto posto

Con dodici giornate già in archivio, il Trento non si nasconde: l’obiettivo è migliorare il quinto posto della scorsa annata. Un traguardo che passa da continuità e coraggio, perché in Serie C (e in particolare nel competitivo Girone A) i dettagli spostano gli equilibri. Mehic incarna questa spinta: senza una forte ambizione non si costruisce nulla di duraturo. L’idea è restare nella scia delle prime, consolidando la zona playoff e alzando l’asticella nelle sfide dirette. Per riuscirci serviranno intensità, gestione delle energie e freddezza nelle due aree: l’orizzonte è chiaro e il gruppo ha l’atteggiamento giusto per inseguirlo fino in fondo.

Le rivali del Girone A: chi ha colpito

Nel perimetro del Girone A, Mehic ha già individuato riferimenti e insidie. Il Brescia è la squadra che finora lo ha impressionato di più per fisicità, ritmo e capacità di occupare l’area con tanti uomini. La Cittadella appare tra le più attrezzate per profondità di rosa e organizzazione, mentre l’Ospitaletto spicca come sorpresa per intensità e coraggio nel palleggio. Un quadro che conferma l’alto livello competitivo del raggruppamento: per restare in alto, il Trento dovrà alzare il livello nelle fasi centrali delle partite, gestendo meglio i momenti di sofferenza e capitalizzando le occasioni create contro difese ben strutturate.

Prossimo esame: l’AlbinoLeffe

La marcia passa ora dal confronto con l’AlbinoLeffe, test utile a misurare maturità e tenuta. La chiave sarà l’equilibrio: vincere i duelli a metà campo, lavorare sulle seconde palle e mantenere alta l’attenzione sulle transizioni. A Mehic il compito di accendere il giro palla e dettare i tempi, alternando pazienza e verticalità quando si apriranno spazi tra le linee. La spinta del gruppo, già emersa nei momenti complessi, resta il valore aggiunto: con questo spirito, l’idea di migliorare il quinto posto smette di essere uno slogan e diventa un obiettivo concreto.

Autore dell'articolo: legaprocalcio