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Alcione Milano, Cusatis: ‘Pari col Trento stretto’

Al Ferruccio di Seregno la sfida tra Alcione Milano e Trento termina con un pareggio 2-2 che, secondo Giovanni Cusatis, sta stretto agli oranje. Ritmo alto, identità chiare e una gara giocata “dentro la gara” a livello mentale: gli ingredienti non sono mancati. L’allenatore sottolinea la qualità della prova, convinto che i tre punti sarebbero stati alla portata per quanto espresso, ma accetta il verdetto del campo valorizzando l’atteggiamento dei suoi, sempre propositivo anche dopo il nuovo equilibrio maturato nella ripresa.

Ritmo e strategia: profondità come arma

L’Alcione ha preparato il match con un’idea precisa: attaccare con continuità la profondità, consapevole che il Trento soffre quando è costretto a rinculare. La squadra di Cusatis ha interpretato il piano con lucidità, alzando i giri da subito e alternando giocate alle spalle della linea con gestione paziente del possesso. Il tecnico ha apprezzato soprattutto la tenuta mentale: cambi di registro all’interno della stessa partita, letture corrette delle fasi e capacità di restare ordinati pur spingendo. Una prestazione corale che ha dato la sensazione di superiorità in più frangenti, senza però trovare il colpo del ko.

Occasioni nitide e solo due tiri concessi

Il rammarico principale? Almeno due o tre palle-gol limpide non sfruttate, che avrebbero potuto indirizzare la serata. In contrappunto, la fase difensiva collettiva ha funzionato: allo Trento, squadra che i dati dello staff considerano tra le migliori del campionato sotto molti parametri, l’Alcione ha concesso appena due conclusioni nello specchio. Un dato che racconta di pressione alta efficace, densità tra le linee e tempestività nelle coperture preventive, con pochi spazi lasciati alle ripartenze avversarie e un controllo quasi costante dell’inerzia.

Rebaudo brillante: rientro da applausi

Tra le note più liete spicca Rebaudo, tornato in campo dopo un’assenza prolungata e subito protagonista di una prova di livello. Tempi di gioco, pulizia tecnica e personalità nel gestire i momenti caldi hanno dato respiro alla manovra e fiducia ai compagni. Il riconoscimento pubblico di Cusatis va però a tutto il gruppo: interpretazione matura, voglia di cercare la porta anche dopo l’1-1 e il 2-2, e disponibilità a “fare più partite nella partita”, adattandosi a contesto e avversario senza perdere aggressività né qualità.

Qualità offensiva alta, equilibrio da affinare

Un appunto il tecnico lo tiene per sé e lo condivide con onestà: “Quest’anno subiamo troppi gol per i miei gusti, anche se creiamo di più”. L’indole della squadra è spiccatamente propositiva e il volume di gioco resta un punto di forza, ma l’equilibrio difensivo può crescere ancora per capitalizzare il lavoro svolto. Nel complesso, però, la prova contro una rivale strutturata come il Trento conferma il valore dell’Alcione Milano in Serie C Girone A: intensità, idee chiare e margini concreti su cui costruire i prossimi risultati.

Autore dell'articolo: legaprocalcio