Una stagione segnata dalle restrizioni
Nel consueto dispaccio settimanale, Passeri mette a fuoco una amarezza che non nasce solo dal pareggio con il Carpi: è la sensazione di derby mutilati, privati della cornice più bella, quella generata dalla presenza dei tifosi su entrambe le sponde. Dopo un fitto tour tra Emilia e Marche, emerge una realtà pesante: restrizioni, vincoli, tempi stretti e decisioni prese prima ancora di sedersi al tavolo. Abbiamo solo potuto prenderne atto, precisa il presidente, descrivendo questa fase come una sconfitta personale per l’intero territorio ascolano, che ha sempre visto nel Del Duca una vetrina di identità e di voglia di reagire. Le parole pesano, ma vogliono essere una chiamata a non mollare.
Due derby, una ferita collettiva
Questa riflessione diventa ancora più acuta quando si parla di uno dei derby più belli d’Italia, ora etichettato come evento “a rischio”. L’occasione di rilanciare la geografia calcistica locale sembra essersi dissolta: nonostante l’impegno costante di Massi e della dirigenza, il traguardo non si è raggiunto. Il Del Duca non è perfetto; c’era la volontà di migliorarlo, ma le scelte della Prefettura hanno inciso pesantemente. “Non è una sconfitta solo sportiva, è una fotografia della città che deve riprendere fiato”, commenta chi ha seguito il dossier. Il sentimento è quello di una comunità chiamata a una riflessione comune.
La forza del gruppo e l’unione tra squadra e tifoseria
La riflessione interna è guidata dall’orgoglio e dall’identità di gruppo. Passeri scherza sul fatto di essere arrabbiato con il mister e il suo vice, ma la battuta serve a mettere in luce una verità: tra società, staff e giocatori c’è una coesione profonda che alimenta la crescita. È questa sintonia a tenere in piedi il progetto: non è solo tattica, ma fiducia reciproca, rispetto e una voglia di dimostrare a chi guarda che il Picchio può superare ogni ostacolo. Il senso di comunità è la vera forza della squadra.
Corazza: simbolo di resilienza
Nel senso di coraggio, il momento più significativo è la rete di Corazza: il rigore diventa simbolo di attesa, gioia e rinascita della panchina. L’esultanza esplode nel modo più autentico: Corazza, grazie alla sua esperienza, incarna lo spirito di chi non si arrende. È stato un episodio che ha dato carburante al gruppo, capace di reagire anche al primo svantaggio stagionale a Carpi e di trasformare la difficoltà in una chance di crescita personale e collettiva.
Guardare avanti tra ringraziamenti e speranze
Il pareggio a Carpi ha accolto una verità scomoda ma utile: nessuno festeggia quando le cose vanno male, ma la squadra resta affamata di migliorare. Rizzo Pinna, autore del gol, risponde al presidente con una semplice frase: “Poteva andare meglio”, una fotografia limpida di una squadra che vuole migliorare. In chiusura, Passeri ringrazia Agostinone per aver guidato il gruppo in una fase delicata e si stringe attorno ai tifosi e alle famiglie colpite dal dolore per la perdita della madre: un abbraccio che rafforza l’appartenenza tra città e squadra. L’orizzonte resta aperto: c’è una nuova pagina da scrivere, con la stessa voglia di riscatto che ha sempre contraddistinto il Picchio.