Una serata da leader per il capitano del Bari, che con personalità e tempismo ha guidato il 3-0 contro la Cavese. Valerio Mantovani ha aperto la strada al successo e, ai microfoni di RadioBari, ha fissato i paletti della stagione: trasformare il peso della retrocessione in energia positiva e rimettere il club al centro del Girone C di Lega Pro. Un messaggio netto allo spogliatoio: niente alibi, solo lavoro e compattezza. Contro i campani i biancorossi hanno sofferto a tratti ma imposto ritmo e qualità, incanalando il risultato sin dall’avvio e alimentando l’entusiasmo del San Nicola senza perdere lucidità nei momenti caldi.
Il gol che apre il 3-0 alla Cavese
L’azione dell’1-0 porta la firma del capitano: dopo una mischia in area, Mantovani si è girato con decisione e ha trovato il gol che ha spezzato l’equilibrio. Una rete “di cattiveria” che il difensore ha paragonato a quella segnata al debutto con il Bari contro il Mantova, per dinamica e istinto. Il vantaggio ha indirizzato la gara, consentendo ai biancorossi di gestire meglio gli spazi e di colpire negli ultimi metri. Da leader vero, Mantovani ha sottolineato l’importanza di essere cinici fin da subito: in partite così, sbloccare il punteggio significa imporre la propria identità e togliere fiducia agli avversari, aprendo la strada a un successo pieno.
Modulo e compattezza: la ricetta in difesa
Esperienza e adattabilità sono le bussole del capitano: con oltre 200 gare in Serie B, giocare a tre o a quattro dietro cambia poco. “Il modulo conta fino a un certo punto”, il concetto chiave. La differenza la fa la difesa che lavora da squadra: linee corte, sincronismi, aggressività sulla seconda palla. L’intesa con Mirko Elia cresce giornata dopo giornata: il compagno è descritto come preparato e umile, qualità che possono alzare l’asticella del reparto. C’è autocritica per le occasioni concesse anche stavolta: alibi fisici non ammessi, serve essere più compatti dall’inizio alla fine, perché negli equilibri della Lega Pro bastano pochi dettagli per cambiare il copione di una partita.
La ferita della retrocessione e la fame di riscatto
Il passato brucia ancora. Mantovani non si nasconde: definisce “surreale” vedere il Bari in Serie C e ammette di essersi vergognato per quanto accaduto lo scorso anno. Un colpo duro, aggravato dalla sensazione che sarebbe bastato poco per restare in Serie B. Da qui la scelta di restare e prendersi responsabilità: un gruppo diverso nello spirito, chiamato a cancellare le scorie con i fatti. Anche chi è andato via, osserva il capitano, porta con sé il peso di quella stagione. Per chi è rimasto, ogni allenamento e ogni gara sono un’occasione per rimettere a posto le cose davanti alla propria gente e restituire al club la posizione che merita.
Un Girone C pieno di insidie
La rotta è chiara ma il mare è mosso: il Girone C è pieno di squadre preparate e organizzate, capaci di punire alla prima distrazione. Mantovani invita alla massima attenzione: umiltà, intensità e cura del dettaglio saranno determinanti per dare continuità. L’obiettivo è costruire una solidità riconoscibile, trasformando ogni vantaggio in gestione e ogni transizione in opportunità. Con questa mentalità, il successo sulla Cavese diventa un tassello credibile di un percorso più lungo, nel quale il capitano vuole essere riferimento tecnico ed emotivo, tenendo il gruppo agganciato ai piani alti.