Catania in modalità montagne russe nel Girone C di Serie C: due poker nelle ultime quattro uscite non sono bastati a costruire una striscia positiva. Dopo i quattro gol rifilati al Cosenza è arrivato lo scivolone con la Scafatese; replicato il copione con il Picerno, seguito dal pari contro il Barletta. Il risultato è un inizio a corrente alternata: 7 punti in 6 giornate, 11° posto e fuori dalla zona playoff. Numeri che raccontano una squadra capace di picchi alti ma ancora in cerca di quell’equilibrio che trasforma le fiammate in continuità.
I numeri dell’avvio: brillantezza a tratti, continuità assente
Il Catania ha mostrato un potenziale offensivo evidente, con due poker che hanno acceso l’entusiasmo, ma le gare successive hanno smorzato l’onda. I 7 punti raccolti in 6 partite, per una media poco superiore a uno a incontro, pesano in classifica. La squadra di Emilio Longo alterna intensità e pause, e quando cala di ritmo concede troppo: così, una vittoria larga rischia di valere quanto una sconfitta inattesa. Per rientrare rapidamente tra le prime, serviranno gestione dei momenti, lucidità nelle transizioni e maggiore solidità nei minuti chiave.
Confronto storico: il peggior avvio dell’era Pelligra
Il dato più netto arriva dal confronto con le ultime quattro stagioni: mai, nell’era Ross Pelligra, il Catania aveva raccolto meno punti dopo sei turni di Serie C. Nelle precedenti annate si era partiti meglio: 10 punti nel 2023/2024, 9 nel 2024/2025, 11 nel 2025/2026. L’attuale quota 7 del 2026/2027 segna quindi il livello più basso del periodo recente e fotografa una squadra ancora incompleta nell’identità, chiamata a imprimere una svolta per non complicare la corsa ai playoff.
Le partite chiave: picchi offensivi, risposte mancate
I riferimenti sono chiari: il 4-0 al Cosenza ha mostrato una squadra aggressiva e verticale, ma la sconfitta con la Scafatese ha scoperto fragilità di gestione. Stesso copione con il Picerno, travolto a suon di gol, e il successivo pari col Barletta, dove è mancato l’affondo decisivo. Il filo rosso è la difficoltà a capitalizzare l’inerzia positiva: dopo le gare d’impeto, il Catania tende a concedere campo e fiducia agli avversari. Ridurre le disattenzioni e mantenere alta l’intensità nei secondi tempi può cambiare il passo.
Cosa serve per tornare a correre
Per invertire la rotta servono continuità di prestazione e un miglior bilanciamento tra fase offensiva e copertura, così da trasformare le fiammate in serie utili. La rosa ha qualità per risalire velocemente: più attenzione nei dettagli, gestione del vantaggio e letture pulite nelle palle inattive possono riportare il Catania in piena corsa playoff. Il calendario offrirà subito uno stress test prezioso: sarà l’occasione per misurare la tenuta mentale e dare sostanza a un potenziale che, quando si accende, fa davvero la differenza nel Girone C.