Una sconfitta che brucia e accende il dibattito. A Potenza, il Catania cade 2-1 ma lascia il campo con più di un rimpianto: per Emilio Longo, l’episodio che cambia l’inerzia è il gol annullato a Cicerelli. Il tecnico elogia la reazione della squadra e prende le distanze dagli alibi arbitrali, ma non nasconde l’amarezza per il supporto tecnologico: quando le immagini del FVS non chiariscono, sostiene, il confine tra giustizia e frustrazione si assottiglia. Resta la sensazione di una prova coraggiosa, con idee e personalità, a cui però è mancata la zampata decisiva.
Avvio in salita e risposta immediata
Il match si apre con un colpo a freddo: dopo appena due minuti, i lucani passano su calcio d’angolo, indirizzando una gara che si annuncia intensa. L’impatto non abbatte il Catania, che alza subito il baricentro e accetta l’uno contro uno a tutto campo, scelta che denota coraggio e fiducia nei propri mezzi. La squadra produce gioco, maneggia palla con continuità e crea pericoli, ma difetta di precisione negli ultimi metri. Longo sottolinea come, a fronte dell’immediato vantaggio avversario, i suoi abbiano mantenuto lucidità e ritmo, evitando di sfilacciarsi e continuando a cercare la via della porta.
Numeri e dettagli che fanno la differenza
Secondo l’analisi del tecnico, le conclusioni totali risultano in equilibrio tra le due squadre: da una parte il salvataggio di Cabianca, dall’altra l’intervento prodigioso di Cucchietti su Cicerelli poco dopo l’1-0. Sui piazzati, però, i padroni di casa incidono di più, mentre gli etnei brillano nel palleggio e nella gestione territoriale. Un copione che premia il cinismo del Potenza e punisce la minor cattiveria sotto porta del Catania, nonostante i rossazzurri abbiano fatto tanto per rimettere in carreggiata una partita segnata dagli episodi.
L’episodio chiave: il gol annullato a Cicerelli
Il momento più discusso arriva quando a Cicerelli viene annullata la rete del possibile pari. Longo non si trincera dietro gli arbitri, ma ribadisce che il FVS perde ragion d’essere se le immagini non offrono un riscontro inequivocabile: così, afferma, rischiano di «pesare» decisioni che possono orientare un campionato. L’allenatore parla di occasione enorme, ricordando anche la parata di Cucchietti che aveva negato il gol al capitano etneo. Nella lettura del tecnico, il Catania avrebbe meritato quantomeno di capitalizzare una delle chance create, anche perché la squadra non ha mai smesso di spingere.
Scelte tattiche, rotazioni e uomini chiave
Fedele alla linea che aveva dato frutti ad Altamura, Longo conferma l’ossatura e valuta gli innesti in corsa. Qualcuno, nella ripresa, rende meno del proprio standard, ma l’allenatore richiama la profondità della rosa: Lunetta offre soluzioni diverse, mentre il tridente con Coda, Insigne e Cicerelli resta in grado di cambiare l’inerzia in qualsiasi momento. Cavuoti era pronto a subentrare per aumentare qualità tra le linee. Il messaggio è chiaro: tanti potenziali titolari, tutti chiamati a mantenere un livello di prestazione alto e continuo, con la turnazione come leva se il campo non conferma le attese.
Identità chiara e obiettivo vertice
Tra alti e bassi fisiologici, Longo giudica quella del Catania una delle prove più convincenti delle ultime sei in Serie C: primo tempo di buonissima intensità e qualità nel possesso, quindici minuti iniziali della ripresa più complicati, poi un finale travolgente sul piano emotivo. Per restare agganciati al vertice, l’allenatore chiede di mantenere la media-punti recente fino a marzo e di crescere su dettagli essenziali: aggressività sui piazzati, lucidità nell’ultimo passaggio e concretezza sotto porta. La strada è tracciata, con la consapevolezza di avere mezzi tecnici e caratteriali per riprendere subito la corsa.