squadre favorite promozione

Cavese, Masitto: ‘Troppi gol da palla inattiva’

Il 4-2 maturato a Potenza lascia il segno e accende i riflettori sulla fase difensiva della Cavese. In conferenza, Cristiano Masitto non si è nascosto: la squadra concede troppi gol, spesso su palle inattive, e ora servono più concretezza e una diversa mentalità. Pur salvando la prestazione in diversi frangenti, il tecnico chiede un salto di qualità immediato per restare competitivi nel Girone C di Serie C, dove i dettagli pesano e gli errori si pagano a caro prezzo.

Masitto dopo Potenza-Cavese: l’analisi a caldo

«Siamo andati sotto 2-0 quasi senza essere stati realmente messi alle corde», ha spiegato Masitto, sottolineando come alcune situazioni abbiano indirizzato la gara. Secondo il tecnico, i suoi non meritavano un passivo così ampio, ma è inevitabile interrogarsi su ciò che non sta funzionando: «Dobbiamo crescere più in fretta e smettere di regalare occasioni». La fotografia del ko di Potenza racconta una squadra capace di creare, ma vulnerabile nei frangenti chiave: una fragilità che vanifica il lavoro svolto e che impedisce di dare continuità ai risultati.

Palle inattive, il tallone d’Achille

Il nodo principale, ammesso senza giri di parole, riguarda le palle inattive. «È il sesto o settimo gol che incassiamo da fermo: incredibile», ha detto l’allenatore. Non un problema di moduli, ma di attenzione, postura e aggressività nelle marcature: «Lo prendiamo troppo facilmente». Per Masitto la cura passa da principi semplici: occupare meglio l’area, vincere i duelli, sporcarsi le mani nelle seconde palle. In altre parole, alzare il livello di concentrazione e competitività in quei 10-15 secondi in cui si decide una partita.

Non è tattica: servono concretezza e fame

«Non bastano più le prestazioni», ha ribadito Masitto. La Cavese deve diventare più concreta, “diversa” nell’atteggiamento, più affamata e anche un po’ “sporca” quando serve. Il tecnico insiste su una mentalità che parta dal rifiuto di subire gol: un mindset collettivo che si traduca in letture più rapide, maggiore cattiveria agonistica e gestione matura dei momenti. Perché è proprio nei minuti in cui cala l’attenzione che arrivano le situazioni evitabili che cambiano l’inerzia del match.

I segnali: rimonte e carattere

Nonostante tutto, l’allenatore salva il carattere del gruppo: «Se non avessimo personalità, non recupereremmo due gol né faremmo certi secondi tempi, come contro il Sorrento o a Salerno». Reazioni che raccontano potenzialità evidenti, ma ancora intermittenti. Il passo successivo è trasformare l’orgoglio in abitudine: proteggere l’area con più ferocia, leggere prima i piazzati, abbassare il numero degli errori non forzati. Da qui passerà la stabilità di rendimento necessaria per scalare posizioni nel Girone C.

Panchina in discussione e progetto Cavese

Alla domanda sul proprio futuro, Masitto è stato netto: «Un allenatore è in discussione dal primo giorno». Il tecnico, però, difende il lavoro quotidiano: è soddisfatto delle risposte del gruppo, pur amareggiato per le leggerezze che pesano in classifica. Ammette che la squadra «non è ancora del tutto la sua», ma assicura che la costruzione dell’identità prosegue a tappe forzate. Le valutazioni spettano al club, con un principio chiaro: «La Cavese deve pensare alla Cavese». E ritrovare, subito, solidità sulle palle inattive.

Autore dell'articolo: legaprocalcio