Foggia e Savoia si dividono la posta con uno 0-0 che lascia qualche rimpianto ai rossoneri. Gaetano Auteri legge il pareggio come un passo in avanti: la squadra ha costruito molto, ma ha pagato la poca precisione sotto porta. Niente alibi, però: per il tecnico non è questione di sfortuna, semmai di concretezza. “Quando crei, devi segnare”: il mantra che accompagna un gruppo ancora in rodaggio, capace di tenere il baricentro alto e concedere il minimo dietro. La prestazione, pur senza gol, racconta di un’identità in via di definizione e di una condizione fisica giudicata “discretamente buona”.
Occasioni sì, cinismo no
La partita ha offerto diverse chance, sprecate nell’attimo decisivo. Il Foggia ha prodotto con continuità, arrivando spesso nell’ultimo terzo ma senza la zampata giusta. Auteri sottolinea che non basta fare volume: serve qualità nella scelta e nella rifinitura. L’atteggiamento resta propositivo, con aggressività sul portatore e capacità di occupare le corsie, ma è mancato quel tocco che trasforma un’azione ben costruita in rete. Gli avversari hanno retto l’urto, trovando raramente sbocchi: segno che l’equilibrio difensivo sta crescendo di pari passo con la spinta offensiva.
Un gruppo in costruzione
“Siamo una squadra nuova, costruita strada facendo”: così Auteri spiega rotazioni e aggiustamenti in corsa. Il percorso, inevitabilmente, passa per verifiche continue in gara su reparti e singoli. Il tecnico vede segnali di crescita nella gestione delle fasi, con tempi di pressione più omogenei e linee corte tra i reparti. Dal punto di vista atletico il quadro è incoraggiante, elemento centrale per un’idea di gioco che richiede dinamismo costante. L’obiettivo immediato è dare continuità, consolidando automatismi e riducendo gli strappi che ancora emergono nei momenti chiave.
Assenze e scelte di formazione
Le difficoltà non sono mancate sul piano degli uomini: tra indisponibilità e condizione non ottimale, alcuni hanno stretto i denti per esserci. Citati con riconoscenza Ravasio e Luciani, che si sono messi a disposizione nonostante allenamenti a intermittenza. Anche per questo l’undici di partenza cambia: non per confusione, ma per valutare soluzioni e gestire energie. La capacità di restare corti e compatti, unita alla duttilità di interpreti in ruoli chiave, ha permesso di limitare le occasioni del Savoia e mantenere alto il ritmo fino al finale.
Più lucidità negli ultimi metri
L’esempio che fa la differenza
Per fare il salto serve soprattutto lucidità nell’ultimo passaggio. Auteri richiama un episodio: con la difesa avversaria sbilanciata a sinistra, c’era ampiezza per la giocata semplice verso Touré, ma la decisione è arrivata con troppa fretta. Sono dettagli che cambiano il destino di una partita. Ridurre la frenesia e leggere meglio le linee di passaggio è il compito immediato, insieme a tempi d’inserimento più puliti e a un maggior numero di uomini dentro l’area. La base c’è: ora va trasformata in reti pesanti.
Obiettivo: vincere le partite
Niente proclami: l’orizzonte tracciato da Auteri è chiaro. Non si gioca per slogan, ma per tre punti alla volta. Con lavoro continuo e organico al completo, il Foggia può alzare l’asticella e ambire a posizioni di vertice nel Girone C di Serie C. Il pareggio con il Savoia non spegne le ambizioni: le consolida, ricordando a tutti che la differenza, spesso, la fa una scelta giusta al momento giusto. E che il prossimo passo è trasformare la mole di gioco in concretezza sotto porta.