Un successo che pesa come un segnale. Nella pancia dello stadio, Mario Tacchinardi fotografa una Giana Erminio finalmente somigliante alle sue idee: compatta, coraggiosa e pronta a prendersi rischi calcolati. La vittoria contro il Brescia diventa una scossa di autostima nel Girone A di Serie C, ma soprattutto un gesto di squadra dedicato a chi in questi mesi ha sofferto: Luigi Samele. «Lavoro e atteggiamento» sono le parole chiave di una giornata che restituisce convinzioni e apre una prospettiva concreta sul traguardo più urgente: la salvezza.
Vittoria dedicata a Luigi Samele e al gruppo
Il primo pensiero di Tacchinardi è per Samele, simbolo di sacrificio e resilienza. L’allenatore sottolinea l’impegno quotidiano di chi, anche lontano dai riflettori, ha tenuto alta l’asticella della disponibilità. È in questa cornice che il tecnico dice di «aver iniziato a intravedere la mia squadra»: linee corte, connessioni pulite tra i reparti e spirito collettivo. Il messaggio allo spogliatoio è netto: il merito è di tutti, dal titolare all’ultimo subentrato, perché l’identità nasce dall’insieme. Il successo con il Brescia non è un traguardo, ma una tappa verso una normalità fatta di intensità, applicazione e fiducia reciproca.
Coraggio e linea alta: l’identità prende forma
Alla base del piano gara c’è una scelta chiara: difendere con la linea alta e aggredire il campo. Una strategia che comporta rischi ma rispecchia l’idea di calcio di Tacchinardi, per cui senza coraggio non si costruisce nulla. La Giana Erminio interpreta il primo tempo come richiesto: pressione sul portatore, scivolate rapide, attacchi alla profondità per disordinare l’avversario. Il tecnico ammette che così ci si espone, ma ribadisce che proprio quell’atteggiamento è il viatico per restare in categoria: densità, compattezza e gamba. Se il modello è questo, la salvezza diventa un obiettivo praticabile e non solo un auspicio.
Gestione delle energie: il calo al 60’ come lezione
Il match racconta anche un aspetto da rifinire: la tenuta atletica. «Verso il 60’ eravamo cotti», ammette Tacchinardi, che legge nel calo fisico un passaggio naturale in una squadra in costruzione. Qui entrano in gioco cambi, rotazioni e gestione dei momenti, per non disperdere il lavoro del primo tempo. L’allenatore parla di step progressivi: migliorare la lucidità nelle uscite palla, accorciare nelle seconde palle, dosare le corse in non possesso. Difetti fisiologici, che diventano materiale di crescita quando il contesto competitivo — come contro il Brescia — alza l’asticella.
Obiettivo salvezza e continuità nel lavoro
«Se continuiamo così, la salvezza è alla portata»: l’affermazione nasce da una convinzione concreta. Tacchinardi vede margini enormi in ragazzi che finora non hanno espresso totalmente il loro potenziale e chiede continuità, perché «la vittoria di oggi non conta se non proseguiamo su questa strada». Restano le difficoltà: gli infortuni hanno condizionato scelte e alternanze, ma la risposta del gruppo alimenta la rotta. Tra principi chiari, lavoro quotidiano e una mentalità che non arretra, la Giana Erminio prova a trasformare un segnale in abitudine vincente.