Sfida ad alta intensità nel Girone B
La vigilia di Grosseto-Pineto si accende con le parole di Enrico Barilari, che riconosce il valore di una squadra toscana ancora imbattuta e capace di mettere tutti in difficoltà, Spezia compreso, oggi tra le migliori del raggruppamento. Il tecnico abruzzese non nasconde l’ammirazione per un avversario brillante e coraggioso, ma chiarisce che il Pineto non rinuncerà alla propria identità: ritmo alto, aggressività e qualità nella gestione delle transizioni. L’idea è fronteggiare il pressing avversario senza snaturarsi, cercando di imporre i propri principi di gioco e di trasformare la gara in un confronto aperto, ideale per esaltare le doti della squadra.
Il Grosseto di Indiani: modernità e coraggio
Per Barilari, la mano di Indiani è evidente: un calcio “moderno” nel senso più concreto, fatto di pressione organizzata sui riferimenti, duelli costanti e grande intensità sulle seconde palle. Il Grosseto accetta il rischio lasciando spesso uno contro uno o due contro due dietro, ma lo fa con lucidità, coprendo il campo in modo aggressivo e verticale. Non è un caso che sia ancora imbattuto e che abbia raccolto punti pesanti contro rivali di livello come lo Spezia. Sarà dunque una partita che si giocherà su ritmi elevati, dove letture rapide e precisione tecnica faranno la differenza, oltre alla gestione degli spazi alle spalle della prima pressione.
Pineto, identità chiara: pressing e riaggressione
Il Pineto si presenta senza complessi: le analisi interne evidenziano numeri in linea con quelli del Grosseto sulla riaggressione a palla persa, voce in cui gli abruzzesi figurano ai primissimi posti del girone. Barilari vuole una squadra capace di “andare forte” quanto gli avversari, pronta a riconquistare velocemente il possesso per attaccare campo aperto. L’auspicio è di trovare un avversario che non si chiuda, perché un contesto di gara aperto valorizza le qualità tecniche del Pineto e la sua attitudine ad attaccare la profondità. Il piano passa per linee corte, sincronismi nelle uscite e gestione pulita della prima giocata dopo il recupero.
Classifica corta, occasione da non sprecare
Nell’equilibrio del Girone B, il Pineto si muove in una zona in cui è necessario guardarsi alle spalle ma con i playoff a portata di mano. Una vittoria darebbe respiro e spinta verso la parte sinistra della classifica, premiando un percorso sin qui giudicato in linea con gli obiettivi. Qualche punto è sfuggito per dettagli, ma la sensazione è che la squadra stia crescendo nella lettura dei momenti, nell’ordine senza palla e nella qualità dell’ultimo passaggio: aspetti decisivi contro un avversario che alza il volume della partita e pretende massima lucidità nelle scelte.
Dettagli da rifinire: Livorno e Forlì insegnano
Restano nella memoria i due pareggi interni con Livorno e Forlì: gare in cui il Pineto aveva costruito i presupposti per centrare l’intera posta, specie contro il Forlì con lungo tempo in superiorità numerica. Episodi e gestione delle occasioni non hanno però girato nel modo giusto. Da qui la richiesta del tecnico: alzare il rendimento nei particolari, essere più spietati nelle aree e fare “più punti possibili” nel breve periodo. L’asticella si alza anche nelle palle inattive, nel controllo delle transizioni difensive e nella percentuale di duelli vinti: dettagli che pesano quando i margini sono sottili.
Infortuni e rientri: rosa sempre più pronta
Capitolo disponibilità: restano ai box Serbuti, Oliva e Biggi, con questi ultimi prossimi al rientro. Selvini è all’ultima settimana di stop, mentre Corradini torna in panchina per riassaporare il clima gara. Le assenze prolungate hanno costretto a spremere Frare e Alessandretti, ma l’orizzonte si schiarisce: Di Renzo è rientrato bene e Dorazio sta garantendo continuità e presenza in allenamento. Barilari sottolinea che la rosa è coperta in ogni ruolo e si dice fiducioso di non dover più ricorrere a forzature fino a gennaio. Un segnale che alimenta la convinzione con cui il Pineto si affaccia a Grosseto-Pineto in Serie C.