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Gubbio ko a Ravenna: Di Carlo, rigori e Perugia

Al “Benelli” arriva il secondo passaggio a vuoto consecutivo del Gubbio, piegato da un Ravenna capace di sfruttare ogni spazio. Nel dopogara Domenico Di Carlo non cerca alibi: pesano i due rigori concessi e le troppe transizioni aperte agli avversari. Con una rosa falcidiata dagli infortuni e rotazioni ridotte, i rossoblù guardano già al derby con il Perugia in Serie C Girone B, dove serviranno compattezza, letture migliori e più ordine nei momenti chiave.

Errori pesanti: rigori evitabili e campo aperto

La lettura del tecnico è netta: contro una squadra strutturata come il Ravenna non ci si può permettere ingenuità. Entrambi i penalty nati da sbavature individuali hanno indirizzato la gara, tradendo la preparazione studiata alla vigilia. Il Gubbio ha lasciato troppo campo in ripartenza, concedendo tre-quattro transizioni molto pericolose già nel primo tempo. Anche quando Bagnolini ha respinto un rigore, l’azione successiva ha mostrato poca aggressività e determinazione sulle seconde palle, segnando la differenza nell’inerzia del match. Contro chi attacca bene la profondità, ogni metro regalato diventa un rischio letale.

Ripresa più equilibrata, Ravenna solido dietro

Nella seconda parte la gara si è assestata su binari più equilibrati: il Gubbio ha provato a riaprirla con alcune combinazioni e situazioni create negli ultimi trenta metri, ma ha anche rischiato su palloni persi sanguinosi. Dall’altra parte, un Ravenna fin qui di rara solidità – ancora senza reti subite in stagione secondo l’analisi di Di Carlo – ha confermato organizzazione e lucidità nelle coperture. Il tecnico eugubino accetta il ko con un avversario di livello, ma non perdona gli errori di gestione: disciplina, marcature preventive e attenzione nel difendere la profondità non possono mancare.

Emergenza infortuni e rotazioni cortissime

Il momento è complicato: assenze a catena, minutaggi contingentati per chi rientra e una panchina corta che obbliga a scelte forzate. C’è chi può mettere dentro solo 20-30 minuti, mentre altri arrivano da un filotto di gare senza rifiatare. Alcuni giocatori, pur non disponibili, hanno accompagnato il gruppo per fare spogliatoio: un segnale di compattezza che però non colma le lacune numeriche. Domenico Di Carlo non si nasconde: niente alibi, ma la fotografia è chiara. Serve lavoro quotidiano per ritrovare brillantezza, gestione delle energie e alternative credibili nelle rotazioni.

L’allarme Cesari e l’attesa degli esami

La nota più amara riguarda Cesari, uscito per un problema muscolare su un movimento che ha destato preoccupazione. Lo staff attende gli accertamenti per definire tempi e modalità di recupero, con la speranza di non perderlo a lungo. In un contesto già segnato da defezioni, l’eventuale assenza prolungata di un profilo così affidabile peserebbe su equilibri, coperture e qualità nelle due fasi.

Testa al derby con il Perugia: servono equilibrio e leadership

Il focus ora si sposta sul derby con il Perugia: per presentarsi al meglio, il Gubbio dovrà alzare il livello nelle marcature preventive, accorciare le distanze tra i reparti e ridurre al minimo le transizioni concesse. Di Carlo invoca più equilibrio e la voce di un leader in campo capace di comandare la squadra nei frangenti caldi. Recuperare uomini, energie e fiducia è la prima missione; poi servirà trasformare gli insegnamenti di Ravenna in concretezza, per ritrovare punti e slancio nel Girone B di Serie C.

Autore dell'articolo: legaprocalcio