Regole chiare e tutele concrete: è questo l’obiettivo dell’incontro formativo tenuto a Roma da INPS e Serie C, dedicato alle società professionistiche. Un confronto dal taglio pratico per comprendere come applicare al meglio la riforma del lavoro sportivo e gestire in modo corretto gli obblighi contributivi di atleti e staff.
Un confronto operativo a Palazzo Wedekind
A Palazzo Wedekind si sono ritrovati dirigenti e responsabili amministrativi dei club per un aggiornamento sul quadro normativo e sulle procedure legate alla previdenza. Il focus è andato in particolare sulle modalità di iscrizione al Fondo Pensione dei Lavoratori Sportivi, sulla gestione dei rapporti di lavoro nel professionismo sportivo e sulle novità introdotte dal D.Lgs. 36/2021. I lavori sono stati aperti dal Presidente INPS Gabriele Fava, dal Presidente Lega Pro Matteo Marani e da Antonio Pone (Direttore Generale Vicario e Direttore Centrale Entrate INPS); moderazione affidata a Michele Pianetta (Prokalos). Ampio spazio è stato riservato a casi reali, strumenti operativi e sessioni di domande e risposte.
Norme, tutele e adempimenti chiave
In un contesto regolatorio in continua evoluzione, la corretta applicazione delle disposizioni richiede competenze specialistiche e processi puntuali. Il percorso ha illustrato step e tempistiche per la contribuzione al Fondo, gli adempimenti collegati ai contratti di lavoro e le verifiche sulla regolarità contributiva, condizione essenziale per l’agibilità sportiva e per accedere a benefici e registri. L’approccio didattico ha privilegiato checklist operative e best practice per ridurre errori, gestire contingenze e costruire una governance amministrativa in linea con gli standard richiesti a livello federale e statale.
Numeri in crescita: gli iscritti al Fondo
Gli effetti della riforma sono già misurabili. Secondo l’Osservatorio statistico dell’INPS, nel 2025 gli iscritti al Fondo pensione dei lavoratori sportivi hanno raggiunto 13.686 unità, rispetto ai 10.576 del 2023. Un salto che riflette l’estensione delle tutele a figure prima marginali, in particolare del mondo dilettantistico. Per atleti, tecnici e istruttori la previdenza non è più un orizzonte incerto: ogni anno di lavoro regolare diventa un mattoncino di carriera che matura diritti concreti, a beneficio della sostenibilità del sistema e della responsabilità sociale dei club.
Le parole di Fava e Marani
Gabriele Fava ha richiamato la necessità di guardare oltre il risultato sportivo: una carriera si costruisce anche con tutele e contributi versati con continuità. Per troppo tempo, molte professionalità hanno operato senza una vera copertura; oggi i numeri mostrano un cambio di passo. Matteo Marani ha sottolineato come crescita sportiva e sostenibilità debbano procedere insieme: grazie al supporto dell’INPS, l’aggiornamento su contribuzione e previdenza diventa un investimento strategico per l’intero ecosistema Serie C, capace di innalzare il livello organizzativo dei club e di prevenire criticità amministrative.
Regole aggiornate e supporto alle società
Antonio Pone ha ripercorso le tappe recenti: dal 1° luglio 2023 il Fondo degli sportivi professionisti è divenuto Fondo dei lavoratori sportivi, includendo i subordinati di settori professionistici e dilettantistici; collaboratori e autonomi del dilettantismo rientrano invece nella Gestione separata. Con la circolare 127/2025 (attuativa dei D.Lgs. 36/2021 e 163/2022) sono stati chiariti requisiti di accesso, regole contributive e cumulabilità con redditi da lavoro sportivo. L’INPS partecipa inoltre alla Commissione indipendente che vigila sull’equilibrio economico-finanziario delle società: un presidio a tutela dei conti e delle persone. Il percorso con la Lega Pro punta a diffondere questo livello di professionalità anche tra i nuovi ingressi nel calcio, come emerso nella sessione finale di Q&A dedicata ai dubbi operativi dei club.