Alle 17:30 allo stadio Armando Picchi va in scena Livorno-Pescara, ottava giornata di Serie C Girone B. Una gara che mette faccia a faccia stati d’animo opposti: gli amaranto hanno preso ritmo e fiducia, mentre il Delfino cerca un cambio di passo per scrollarsi di dosso un avvio complicato. In palio non ci sono solo punti pesanti per la classifica, ma anche segnali chiari sulle ambizioni di entrambe, tra l’entusiasmo crescente in casa toscana e la necessità abruzzese di ritrovare solidità e certezze lontano da casa.
Serie C Girone B: i segnali opposti
Il Livorno arriva all’appuntamento con una classifica brillante: 14 punti, quarto posto in coabitazione, frutto di quattro vittorie, due pareggi e una sola sconfitta, maturata sul campo della capolista Spezia. In casa, gli amaranto sono stati finora una garanzia: tutte vittorie nelle gare ufficiali, compresa la Coppa, contro avversarie di spessore, un ruolino che ha riportato serenità e un pizzico di entusiasmo. Il Pescara, invece, viaggia a 8 punti (2 successi, 2 pari, 3 ko) e resta una delle delusioni del primo tratto di stagione: il rendimento esterno è il vero campanello d’allarme, con un solo acuto lontano dall’Abruzzo e due scivoloni che pesano. Per la panchina di Antonio Buscè è un test significativo, nonostante le rassicurazioni arrivate in settimana.
Le scelte di Lucarelli (Livorno)
Cristiano Lucarelli ritrova diversi elementi e medita il ritorno al 4-2-3-1, senza escludere varianti in base alla condizione dei recuperati. Di Carmine è a disposizione ma destinato verosimilmente alla panchina, mentre davanti a Martinez si va verso una linea con Regazzetti, Bachini, Veseli e Falasco. In mezzo, Bacciardi e Arrigoni per dare equilibrio e costruzione, con il terzetto di rifinitura Malotti–Aramu e uno tra Malagrida e Mawete alle spalle di Gabbiani. La solidità mostrata al Picchi – dove sono cadute anche Reggiana (in Coppa), Torres, Vado, Atalanta U23 e Pianese – è il vero marchio di fabbrica: ritmo alto, aggressività e qualità tra le linee per provare a indirizzare subito la partita.
Le mosse di Buscè (Pescara)
Il Pescara riparte dal 4-3-3. Torna tra i pali Fiorillo, mentre al centro della retroguardia è atteso il duo Nardin–Pellacani, con Donati e Letizia sugli esterni. In mediana spazio a Guccione con Sardo e Valzania per dare copertura e inserimenti, davanti il tridente con Vitali e D’Ausilio a supporto del centravanti Parigi. Recuperati Merola e Altare, ma senza forzare i tempi. Buscè lo ha ribadito a chiare lettere: le prestazioni non sono mancate, a penalizzare sono stati errori banali nei momenti chiave – anche contro lo Spezia – che in trasferta si pagano a caro prezzo. Al Picchi serviranno attenzione, compattezza e maggiore concretezza sotto porta.
Probabili formazioni e arbitri
Livorno (4-2-3-1)
Titolari: Martinez; Regazzetti, Bachini, Veseli, Falasco; Bacciardi, Arrigoni; Malotti, Aramu, Malagrida; Gabbiani.
Panchina: Tani, Ciobanu, Gentile, Menarini, Djidji, Peralta, Di Carmine, Mancini, Marinari, Morachioli, Haas, Bonassi, Pittino, Mawete, Calabrò. All. Lucarelli.
Pescara (4-3-3)
Titolari: Fiorillo; Donati, Nardin, Pellacani, Letizia; Valzania, Guccione, Sardo; Vitali, Parigi, D’Ausilio.
Panchina: Saio, Doronzo, Capellini, Meazzi, Graziani, Inglese, Merola, Altare, Gatto, Milan, Ferraris, Erradi, Morazzini. All. Buscè.
Arbitro: Davide Cerea (Bergamo). IV ufficiale: Francesco Aloise (Voghera).