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Pergolettese: Tacchinardi cambia passo 2026

Una svolta tattica sta ridefinendo i piedi e le idee della Pergolettese in questa stagione, guidata da Tacchinardi. Il 2026 ha inaugurato una trasformazione che va oltre i soli numeri: si tratta di un modo diverso di stare in campo, di leggere le partite e di costruire dal basso. Non immediata, la crescita si è radicata pian piano, con una gestione più compatta, una difesa che ha ritrovato solidità e una testa capace di tradurre il lavoro in progressi concreti. Il campionato di Serie C nel Girone A diventa lo scenario in cui questa nuova identità trova spazio: una traiettoria che, pur non trafiggendo subito la classifica, inizia a mettere radici chiare e durevoli nel tempo.

La svolta tattica: il 3-5-2 che cambia la Pergolettese

Il cambiamento chiave è stato l’adozione stabile del 3-5-2, una scelta che ha unito compattezza difensiva e qualità di palleggio a centrocampo. Questa configurazione ha permesso di trasformare i reparti arretrati in una linea coerente, pronta a creare coperture e transizioni rapide. In porta e lungo la difesa è emerso un asse affidabile: Lambrughi, 38 anni, ha orchestrato la retroguardia con oltre 2300 minuti, affiancato da Abdoul Hate Bane e compagni che hanno saputo rendere ogni turno di partita più controllato. Sulle corsie esterne, Aidoo è diventato una pedina preziosa, mentre a sinistra Capoferri ha trovato continuità crescente nell’utilizzo delle fasce, contribuendo al fraseggio offensivo senza esporre squilibri difensivi.

Ruolo dei giocatori chiave

Nel cuore del centrocampo, Samuele Careccia ha garantito ritmo e affidabilità (29 presenze, oltre 2100 minuti), mentre Mariano Arini ha portato esperienza ancorando la linea di difesa. Marco Tremolada ha aggiunto prospettive offensive e inserimenti, diventando il miglior finalizzatore del reparto con 5 gol. Il puzzle in mediana è completo solo se si guarda al contributo delle altre pedine: equilibri costruiti sulle letture di gioco e sulla continuità di minutaggio, elementi che hanno spinto la Pergolettese a superare momenti meno brillanti.

Centrocampo e difesa: equilibrio conquistato

La metamorfosi non si limita alla difesa: il centrocampo è ora il motore principale della squadra, capace di costruire azioni dal basso, pressare con intensità e offrire soluzioni future in fase offensiva. I risultati raccontano una crescita: vittorie pesanti contro Union Brescia, Alcione Milano, Triestina e Pro Vercelli, insieme a pareggi combattuti contro Inter U23 e Novara. Non è una rimonta spettacolare, ma una progressione continua, fondata sull’equilibrio tra linee, scelte ordinate e disciplina di squadra che permette a Tacchinardi di chiedere sempre qualcosa in più ai suoi ragazzi.

Prospettive e prossimi passi

La firma di questa rinascita è la serenità tattica che la Pergolettese ha saputo coltivare: una base solida su cui costruire ulteriori conferme e ambizioni. Le prospettive, guidate da una difesa meno vulnerabile e da una mediana capace di mantenere la palla in possesso, dipendono dalla continuità nel lavoro quotidiano e dall’evoluzione delle rotazioni. Il cammino resta impegnativo, ma le basi sono messe per aspirare a posizioni di vertice e a coinvolgere il pubblico in una fase di stagione che potrebbe aprire nuove finestre di opportunità per Pergolettese e i suoi tifosi.

Autore dell'articolo: legaprocalcio