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Pescara, Foggia: ‘Non solo Buscè, serve più cattiveria’

Pescara scosso dal ko interno con lo Spezia. Ai microfoni di Rete 8, il ds Pasquale Foggia ha riconosciuto la netta superiorità degli avversari: più forti, più organizzati, vittoria meritata. Una gara non decisiva ma cruciale per rilanciare la corsa, trasformata in una sconfitta che pesa. Il punto, insiste Foggia, non è lo schema: è l’atteggiamento dei singoli. “Tutti dicono che il Pescara è forte: bene, va dimostrato sul campo”, il monito del dirigente, che invita a un’analisi profonda di ciò che non ha funzionato.

Spezia meritevole, Pescara intermittente

Foggia ha lodato lo Spezia per la chiarezza dell’identità di gioco e la personalità mostrata, sottolineando i passi avanti compiuti da un gruppo in cui molti elementi, fino a un anno fa, non erano abituati a piazze così esigenti. Il Pescara, al contrario, è apparso discontinuo: il problema non risiede nel modulo, ma nella lettura delle situazioni e nella disponibilità a fare “quel metro in più” che sposta gli episodi. “Le responsabilità sono di tutti, dal sottoscritto all’ultimo del gruppo”, ha ribadito il ds, chiedendo una risposta immediata sul piano mentale e competitivo.

“Siamo tutti in discussione”: oltre il semplice alibi del modulo

Alla domanda se “siano tutti in discussione”, Foggia non ha lasciato spazio a interpretazioni: sì, ma non è un processo all’allenatore. Il riferimento è all’intero blocco squadra e allo staff, chiamati a prendersi la propria responsabilità. Concedere certe occasioni per disattenzioni o mancanza di intensità è inaccettabile a questi livelli. Il dirigente ha evocato concetti chiari: fame, cattiveria agonistica, capacità di sentire il peso della partita e del campionato. Senza questi ingredienti, anche una qualità “sulla carta” resta sterile e non si traduce in risultati.

Buscè in bilico? “Non è solo una questione di allenatore”

Sull’eventuale rischio per Buscè, Foggia invita ad andare più a fondo: scaricare tutto su chi guida la squadra sarebbe la scorciatoia sbagliata. Le valutazioni ci saranno, ma il punto è che non si possono cambiare venti calciatori dall’oggi al domani. Per questo, chi scende in campo deve alzare il livello, mentale e tecnico. Indossare la maglia del Pescara comporta pressioni: chi non convive con questo peso rischia di non rendere. Il ds chiede responsabilità individuale e collettiva, ricordando come l’atteggiamento determini gli episodi che decidono le partite.

Dallo spogliatoio al campo: la scossa che serve in Serie C

Il confronto, ha spiegato Foggia, è avvenuto prima con la squadra: nessun alibi, nessun capro espiatorio. Messaggio chiaro su cosa ci si aspetta già dal prossimo impegno: intensità, attenzione e cattiveria agonistica. Riconosciuti i meriti dello Spezia e i complimenti a chi lo ha costruito, al Pescara serve ora trasformare la qualità in efficacia. In Serie C contano dettagli e approccio: l’obiettivo è ritrovare identità e continuità per restare ancorati agli obiettivi prefissati, mostrando in campo ciò che la rosa promette sulla carta.

Autore dell'articolo: legaprocalcio