Reduce dal passaggio del turno in Coppa Italia, il Potenza di Ivan Tisci mette a fuoco idee chiare che vanno oltre la rimonta sul Monopoli. Il tecnico parla di identità, gestione delle energie e crescita dei nuovi, ribadendo una linea di mercato coerente sin dal ritiro. Fiducia diffusa, minutaggi meritati e uno spogliatoio definito “granitico” sono i capisaldi di un progetto che guarda al Girone C con ambizione e pragmatismo: correre qualche rischio, sì; farsi frenare dalla paura, mai.
Rosa profonda e minutaggi meritati
Per Tisci la rosa larga è un vantaggio competitivo. «Ho grande fiducia in tutti questi ragazzi», sottolinea, spiegando perché la gara di coppa fosse l’occasione giusta per dare spazio a chi aveva accumulato meno minuti. Davanti a un avversario di valore, hanno giocato elementi importanti ma ancora in ritardo di condizione senza snaturare l’idea di gioco. Il messaggio è netto: i cosiddetti “secondi” sono titolari a rotazione e saranno decisivi lungo l’arco della stagione in Serie C. La gestione del minutaggio non è un premio, bensì una scelta tecnica che alimenta competitività interna, intensità degli allenamenti e consapevolezza collettiva.
Alternative di valore: quando i “vice” sarebbero titolari
Nelle gerarchie fluide disegnate da Tisci spiccano profili che alzerebbero il livello in molte piazze: Staver e Giannini come alternative di qualità, Manfredonia e Franzolini reduci da esperienze da titolari nel Girone B, e il giovane Verza già con due stagioni in C alle spalle. La richiesta è una sola: lavorare sulla fatica, abbracciare l’intensità come abitudine quotidiana. La partita di coppa ha certificato che la seconda linea è pronta a incidere: ritmo, letture e affidabilità nei duelli sono cresciuti, ampliando il ventaglio di soluzioni in vista dei prossimi impegni.
Attacco, il peso del gol e il capitano Murano
Nel reparto offensivo, la bussola resta il gol. Murano, capitano a prescindere dalla presenza dal primo minuto, sta aumentando il minutaggio e conferma duttilità nel gioco di raccordo. Per Tisci le reti aiutano a «dormire meglio», ma sono soprattutto la conseguenza di meccanismi collettivi: pressione coordinata, occupazione razionale dell’area, ampiezza ricercata con continuità. La fiducia nel gruppo degli attaccanti, alimentata da segnali concreti in coppa, crea le condizioni per sbloccare partite complesse e tenere alta l’inerzia emotiva del gruppo lungo il percorso nel Girone C.
Dos Santos, segnali da esterno moderno
Arrivato con entusiasmo, Dos Santos ha già mostrato perché può diventare un’arma tattica: sa giocare dentro al campo, invertire la posizione e cercare ampiezza con tempi giusti. Gli spunti messi in mostra hanno dato al tecnico la sensazione di poter contare su un profilo verticale, capace di saltare l’uomo e rifinire. Nel contesto del Potenza, l’esterno aggiunge profondità alle rotazioni e flessibilità alle uscite dal basso, aspetti preziosi quando i margini sono stretti e servono intuizioni per aprire blocchi bassi avversari.
Spogliatoio granitico e leadership condivisa
La solidità parte dall’energia dello spogliatoio. Tisci è entrato «in punta di piedi», portando il proprio spirito in una squadra già coesa. L’unità diventa valore competitivo: quando la chimica è positiva, qualche punto in più arriva. Emblematica la gestione dei rigori in coppa: il tecnico ha scelto i cinque più freschi, lasciando ai giocatori la decisione sull’ordine di battuta. Un gesto che responsabilizza e cementa la fiducia reciproca. Questo equilibrio tra guida tecnica e autonomia del gruppo rafforza la tenuta mentale nei momenti caldi della stagione.
Mercato, linea chiara: rischio sì, paura no
«Paura no, è un aggettivo che non mi piace», afferma Tisci, sintetizzando l’approccio al mercato. La consapevolezza del rischio di perdere elementi appetiti non ha scalfito la coerenza del club: dal primo giorno è stata seguita una traccia precisa, dal ritiro all’ultimo istante della finestra. È l’anno della continuità operativa, con scelte ponderate e funzionali all’identità. L’addio di Petrungaro, ipotesi messa in conto, non cambia la rotta: massimizzare le risorse presenti, valorizzare chi spinge e mantenere competitività in ogni reparto, senza strappi né compromessi sull’equilibrio dello spogliatoio.
La rotta per il futuro: testa alta nelle difficoltà
Il calendario proporrà inevitabilmente serate meno felici. È lì che per Ivan Tisci conteranno lucidità e coraggio: tenere la testa alta, proteggere i principi di gioco e affidarsi alla forza del gruppo. Con un Potenza consapevole, resiliente e affamato, la sfida del Girone C può diventare il terreno ideale per trasformare rischio calcolato in opportunità.