Un lungo comunicato scuote l’ambiente della Sambenedettese: la famiglia Massi ripercorre il cammino degli ultimi anni e apre alla possibilità di una nuova governance. Tra risultati altalenanti in Serie C, tensioni con l’amministrazione comunale e il tema cruciale delle infrastrutture, il presidente si dice «pronto a fare un passo indietro» per il bene del club e della città.
Dalle radici del Porto d’Ascoli al ritorno al Riviera
Nel racconto dei Massi c’è l’orgoglio di un percorso iniziato con il Porto d’Ascoli, portato dalla Prima Categoria alla Serie D nel 2021, tra risorse limitate e riconoscimenti mancati. Con la retrocessione estiva della Samb, il PDA si ritrova nello stesso campionato e ottiene in extremis il Riviera delle Palme, vissuto – sottolineano – con rispetto e restando «un passo indietro» rispetto alla prima squadra cittadina. Poi l’appello del Comune a contribuire al salvataggio del calcio locale e la nascita di San Benedetto Calcio, quindi il cambio di nome del 10 agosto 2023 in U.S. Sambenedettese, accolto dall’entusiasmo dei tifosi rossoblù.
Dalla rinascita alla promozione, tra ostacoli e richieste di sostegno
La stagione della ripartenza fa da preludio alla promozione in Serie C, celebrata come «una festa storica». Nel comunicato, la famiglia Massi denuncia però «ostacoli burocratici» e «assenza di supporto» dall’amministrazione comunale, rivendicando la trasparenza dei bilanci e il peso degli sponsor. Non richieste milionarie – puntualizzano – ma aiuto concreto nel percorso di crescita. Di fronte alle pressioni ambientali e a un clima ritenuto «ostile», si apre così alla possibilità di una nuova governance: il presidente è disponibile a farsi da parte se dovesse emergere un progetto solido e condiviso.
“Il presidente è pronto al passo indietro”
Dalla riunione con le realtà cittadine sarebbe emersa, secondo il club, la volontà di lasciare spazio a forze nuove. L’idea non è «comandare con i soldi degli altri», ma garantire stabilità tecnica e finanziaria. La priorità, resta il messaggio, è la Sambenedettese e la tutela della sua identità sportiva.
Infrastrutture, il nodo Ciarrocchi e il futuro dei giovani
La società indica il settore giovanile come baricentro del progetto. Presentato un piano per il campo Ciarrocchi – legato a una convenzione della precedente amministrazione – si attende l’ok al progetto mentre una delibera di credito sportivo, riferiscono, è in scadenza a brevissimo. La necessità di impianti adeguati spinge il club a partecipare anche al bando per il campo Merlini, considerati gli orari insufficienti per una squadra professionistica e per ragazzi impegnati tra trasferte e allenamenti quasi quotidiani.
Il caso del bando Merlini e l’ipotesi ricorso
Sulla gara per il Merlini, i legali della Samb segnalano una «anomalia» della piattaforma telematica che avrebbe consentito solo un rialzo di 1.000 euro alla prima scadenza, costringendo a un’offerta minima. Pur riconoscendo la centralità delle regole, il club valuta un’azione formale. Nel clima di critiche e sospetti, la famiglia Massi ribadisce di non aver «fatto affari con la Samb» e di essere pronta a ogni scelta, anche a farsi da parte, se utile alla stabilità del progetto sportivo.
In una piazza dove la passione non manca, il futuro passa da scelte chiare su impianti, programmazione e responsabilità condivise. Qualunque sarà la proprietà, il cammino chiede unità d’intenti e sostegno concreto per trasformare ambizioni e potenziale in risultati duraturi.