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Trapani al CONI: ricorso contro il -5 in classifica

Ricorso al CONI contro il -5: cosa succede

Il Trapani si affida al Collegio di Garanzia del CONI per ribaltare il proprio destino sportivo: la società granata e i suoi dirigenti hanno depositato un ricorso contro le decisioni della giustizia federale che hanno confermato la penalizzazione di 5 punti in classifica. L’istanza, presentata dalla F.C. Trapani 1905 S.r.l. insieme al presidente Valerio Antonini e ai dirigenti Vito Giacalone, Andrea Oddo e Gaetano Niscemi, punta a ottenere la sospensione immediata dell’efficacia delle sentenze e, nel merito, la loro riforma. Nel mirino la pronuncia della Corte Federale d’Appello che ha respinto il reclamo e confermato quanto stabilito in primo grado, con sanzioni economiche e inibizioni anche a carico dei tesserati coinvolti.

Origine delle sanzioni: contestazioni fiscali

La vicenda nasce da rilievi di natura fiscale: secondo una nota dell’organo indipendente di verifica economico-finanziaria del 26 febbraio 2026, il club non avrebbe versato entro le scadenze di agosto e settembre 2025 parte delle ritenute IRPEF e dei contributi INPS (IV e V tranche) per un importo complessivo di circa 270.900 euro. Tali contestazioni, già oggetto di verbale con l’Agenzia delle Entrate e successivo atto di recupero notificato a novembre 2025, hanno portato prima alla decisione del TFN del 10 aprile 2026 e poi alla conferma della CFA del 30 aprile 2026: -5 in classifica alla società nel campionato 2025/26 e 2.000 euro d’ammenda; in più, inibizioni di 6 mesi e 1.500 euro per Antonini, Giacalone e Oddo, e 4 mesi con 1.000 euro per Niscemi.

Le richieste in sede cautelare e di merito

Nel ricorso al Collegio di Garanzia del CONI, il Trapani chiede in via cautelare la sospensione “inaudita altera parte” dell’esecutività delle decisioni e la restituzione provvisoria dei 5 punti, oppure, in subordine, di 2 punti. Nel merito, la domanda principale è l’annullamento delle sentenze di CFA e TFN con il proscioglimento da tutte le incolpazioni e l’azzeramento delle sanzioni personali. In via subordinata si sollecita la rideterminazione del trattamento sanzionatorio: restituzione di due punti e riduzione proporzionale delle inibizioni e delle ammende; in ulteriore graduazione, l’applicazione della misura minima ritenuta di giustizia o, in ultima istanza, l’annullamento con rinvio con l’indicazione dei principi di diritto.

Impatto per il Trapani in Serie C

Sul piano sportivo, la penalizzazione di 5 punti pesa in maniera significativa sulla stagione di Serie C dei granata, incidendo su obiettivi e classifica. Una sospensiva cautelare rimetterebbe temporaneamente il Trapani in carreggiata, attenuando l’handicap in vista del rush finale. La dirigenza scommette sull’impianto difensivo del proprio dossier, fondato sulla ricostruzione delle scadenze fiscali, sugli accordi intervenuti con l’Erario e sulla proporzionalità della risposta disciplinare. Intanto, il club mantiene la rotta, consapevole che l’esito in sede CONI potrebbe cambiare sensibilmente il quadro competitivo.

Cosa aspettarsi dai prossimi passaggi

I prossimi passaggi dipenderanno dall’agenda del Collegio di Garanzia del CONI: la richiesta cautelare potrebbe essere valutata con urgenza, mentre per il giudizio di merito è attesa la fissazione dell’udienza. In caso di accoglimento anche parziale, la FIGC e gli organi di giustizia sportiva dovranno adeguarsi alla nuova determinazione, con eventuale rideterminazione della classifica e delle sanzioni personali. In caso contrario, resterà valida la cornice tracciata da TFN e CFA. Occhi puntati su Roma, dunque, dove si deciderà se e quanto il Trapani potrà recuperare terreno.

Autore dell'articolo: legaprocalcio