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Trento, Tabbiani: servono gol. Fuori dalla Coppa

Trento, Tabbiani: servono gol, è l’essenza del calcio

Eliminazione amara dalla Coppa Italia Serie C per il Trento, punito dal Desenzano nonostante lunghi tratti di predominio. In conferenza, Luca Tabbiani non gira intorno al tema: il problema gol pesa e va risolto subito. Due gare senza segnare, tante conclusioni ma poca precisione nell’area che conta. «Se non concretizzi, diventa dura», il senso del messaggio. La squadra ha mostrato personalità e controllo, ma l’assenza di cinismo negli ultimi 20 metri ha tolto linfa a una prestazione altrimenti convincente, trasformando il dominio in frustrazione.

Dominio territoriale, poche stoccate vincenti

Tabbiani sottolinea un dato ricorrente: tanto dominio territoriale, poche occasioni davvero pulite. Tra le due partite recenti, si contano decine di tiri senza rete. È mancato l’ultimo passaggio, il tiro con decisione, la scelta giusta in frazioni di secondo. Il tecnico chiede un salto di qualità nella rifinitura e nella lettura delle difese schierate, spesso a blocco basso. Per scardinare queste partite servono giocate individuali, attacchi alla profondità e una maggiore cattiveria sotto porta: obiettivi chiari nel piano di lavoro delle prossime sedute.

I due minuti che cambiano la partita

L’episodio del gol nasce da una rimessa laterale avversaria e da una pressione gestita con troppa leggerezza. In quei 2-3 minuti il Trento ha concesso campo e ha pagato a caro prezzo. Per Tabbiani però non si può ridurre il giudizio a quell’attimo: per oltre un’ora la squadra ha controllato, senza subire tiri pericolosi fino alla rete. La richiesta del tecnico è di essere più determinanti nella “fase finale dell’azione”, dove decisioni nette e qualità tecnica fanno la differenza tra vittoria e rimpianti.

Scelte, rotazioni e un calendario serrato

La Coppa Italia era un obiettivo dichiarato, ma il calendario impone gestione delle energie. Il tecnico difende le scelte: serviva distribuire minuti, anche considerando chi non aveva recuperato dalla gara precedente e il doppio impegno imminente in Serie C. Non è stata una snobbanza, bensì una strategia per arrivare pronti alle prossime sfide. Dentro un risultato negativo restano indicazioni utili: solidità complessiva, buona organizzazione del pressing, ma ancora troppa timidezza nel trasformare il possesso in pericoli concreti.

Sodero e Grossi: duttilità e condizione in crescita

Capitolo singoli: Sodero ha convinto per intensità e duttilità, con preferenza a destra per rientrare sul piede forte e calciare. Ottimo l’approccio nel primo tempo, poi un calo comprensibile per la condizione da perfezionare. Discorso simile per Jacopo Grossi, arrivato da poco e ancora alla ricerca del ritmo gara. Nessuna bocciatura: spirito di squadra, riconquiste e pressione sono stati all’altezza. Manca però quella qualità che fa scattare il tabellino, la lucidità che Tabbiani esige per capitalizzare quanto costruito.

La rotta: qualità negli ultimi 20 metri

Il punto di svolta passa da qui: più creatività e coraggio nell’uno contro uno, tempi d’inserimento migliori e scelte pulite al momento del cross o del tiro. Tabbiani lo dice senza mezzi termini: non segnare lo infastidisce più che subire poco. Il lavoro settimanale sarà orientato a velocizzare la manovra, aumentare presenza in area e alzare il livello tecnico nell’ultimo terzo. La base c’è, il possesso anche: ora servono concretezza e gol per rimettersi in rotta nelle prossime uscite di Serie C.

Autore dell'articolo: legaprocalcio