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Foggia-Cerignola, Auteri: ‘Pagati due errori’

Foggia scivola nel derby: la lettura di Auteri

Il Foggia inciampa nel derby di Capitanata con l’Audace Cerignola, e Gaetano Auteri analizza una gara fatta di luci e ombre. L’avvio rossonero è convincente: pressione alta e linee compatte mettono presto in difficoltà gli avversari. Ma una chiusura difensiva letta male e un rimpallo favorevole aprono la strada al vantaggio ospite. L’allenatore sottolinea anche un episodio che ha coinvolto Gallo, ostacolato dal movimento dell’arbitro proprio nel momento decisivo: una situazione preparata in settimana, in cui sarebbe servita più risolutezza. Da lì in avanti, match in salita, con i gialloblù attenti a sfruttare ogni dettaglio.

Errori e dettagli che fanno la differenza

Per Auteri il risultato nasce soprattutto da due errori difensivi e dalla gestione imperfetta dei palloni lunghi (quaranta-cinquanta metri) troppo spesso lasciati vivi, regalando campo e falli all’avversario. Eppure il Foggia costruisce: buon possesso palla, numerose situazioni in area e tanta pressione, ma difetta l’ultima scelta, il passaggio che spacca o la conclusione pulita. Nella ripresa il tecnico cambia spartito inserendo la doppia punta, con attacco più diretto e presenza costante negli ultimi sedici metri. Nei primi 25’ del secondo tempo la squadra spinge forte e sembra poter rimettere la sfida in equilibrio, senza però trovare l’episodio che la sblocchi.

Ritmo spezzato e gestione arbitrale

Auteri evidenzia alcune interruzioni di gioco che hanno raffreddato il momento migliore dei rossoneri: ingressi per crampi, perdite di tempo e un arbitraggio giudicato poco incisivo nel tenere il ritmo. “Non è il motivo della sconfitta”, precisa, ma resta l’amaro per una trama offensiva continuamente interrotta mentre il Foggia stava martellando. Un promemoria per la Serie C: bisogna imparare a leggere anche le astuzie e a restare lucidi, senza farsi trascinare dal nervosismo quando la partita si spezzetta e il cronometro diventa un avversario in più.

Chiavi tattiche: densità avversaria e movimenti di Panico

Cerignola si protegge a ridosso dell’area con 5-3-2 e 5-4-1, compattandosi negli ultimi 25 metri. Qui il Foggia dovrà crescere nel “destabilizzare” blocchi bassi, alternando corse in profondità a combinazioni rapide. Auteri richiama i movimenti di Panico tra le linee, alle spalle della punta centrale, come grimaldello per creare corridoi e triangolazioni. Qualche errore negli smarcamenti e nei posizionamenti ha tolto fluidità; altrettanto decisivo sarà non lasciare vivi i palloni lunghi sulle seconde palle, dove servono più fisicità ed esperienza per riconquistare metri e mantenere l’inerzia.

Cambi e interpreti: doppia punta, Coulibaly e under

La scelta della doppia punta in ripresa porta più peso in area con Luciani e Ravasio (ancora distante dal 100%), e il Foggia cambia modo di attaccare con profitto. Sulla corsia mancina, Bigonzoni agisce da “quinto” in una difesa a tre: non eccellente in marcatura, ma utile per spinta e ampiezza, profilo su cui il tecnico intende perseverare. Smeraldi, 2007, chiede il cambio per affaticamento in parte emotivo. Dalla panchina, Coulibaly aggiunge impatto fisico e aggressione sul portatore, aspetto che nel primo tempo era mancato a Gallo e Haoudi. La squadra ritrova così pressione e recuperi alti, segnale incoraggiante per le prossime gare.

Messaggio ai tifosi e prospettive

Auteri chiede al pubblico di restare vicino alla squadra: “Siamo all’anno zero, la strada è tracciata”. Nonostante lo stop, l’allenatore vede un gruppo buono, capace di creare 7-8 palle gol tra mischie, parate e conclusioni respinte. Gli obiettivi non cambiano e il focus resta sul migliorare i dettagli: evitare ingenuità, essere più lucidi nell’ultimo passaggio e più risoluti in area. I punti persi non tornano, ma la direzione è chiara: alzare qualità e intensità per trasformare il volume di gioco in risultati, a partire dalla gestione dei palloni lunghi e dall’efficacia del pressing.

Autore dell'articolo: legaprocalcio