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Serie C, stangata al Bari e due turni a Vecchi

Quarta giornata caldissima nel Girone C di Serie C: il Giudice Sportivo ha emesso una serie di provvedimenti disciplinari che toccano club, tecnici e dirigenti. Dalla pesante ammenda al Bari alle squalifiche in panchina, le decisioni arrivano dopo la seduta del 13 settembre 2026 e riguardano le gare dell’11 e 12 settembre. Nel mirino finiscono l’uso di materiale pirotecnico, lanci pericolosi dagli spalti e comportamenti irriguardosi durante le revisioni al sistema video di campo, con un quadro sanzionatorio articolato tra multe, stop e inibizioni.

Provvedimenti del Giudice Sportivo nel Girone C

Nel riepilogo ufficiale, il Giudice Sportivo Serie C ha distinto i casi più gravi relativi all’ordine pubblico da quelli di natura comportamentale in panchina. La cornice è quella della quarta giornata d’andata, con particolare attenzione agli episodi che hanno comportato rischi per l’incolumità e interruzioni di gara. Le sanzioni pecuniarie e le giornate di squalifica sono state calibrate valutando continuità delle condotte, pericolosità dei lanci, danni materiali e adozione dei modelli organizzativi da parte dei club, come previsto dal Codice di Giustizia Sportiva.

Ammende ai club: Bari, Catania e Salernitana

Bari colpito con 3.000 euro di multa per una serie di episodi verificatisi nei settori Tribuna Scoperta e Curva Nord del settore ospiti: lanci di fumogeni e petardi in campo già all’8’ del primo tempo, oltre a bicchieri di plastica con liquido nel recinto di gioco. L’arbitro ha sospeso l’incontro per circa un minuto e quaranta secondi per ripristinare le condizioni di sicurezza. Nella ripresa, al 19’, nuovi lanci hanno aggravato la situazione, con bruciature al manto sintetico in più punti (pista d’atletica compresa), danni a un cartellone pubblicitario, a teloni di copertura dei led, a tre seggiolini e a porzioni della struttura muraria e dei servizi del settore occupato.

Catania sanzionato con 1.500 euro complessivi: da un lato per un coro offensivo partito in Curva Sud attorno al 64’, dall’altro per due distinti episodi di lancio di bottigliette d’acqua semipiene verso i calciatori avversari in occasione dei gol incassati (al 18’ della ripresa e al 90’). Gli oggetti sono finiti nel recinto di gioco, all’altezza della bandierina, senza provocare conseguenze fisiche. Salernitana multata di 400 euro per il ritardo di due minuti nel fischio d’inizio, dovuto alla necessità di regolarizzare l’equipaggiamento dei tesserati. In tutti i casi le somme sono state determinate considerando entità e pericolosità delle condotte e l’assenza di lesioni accertate.

Tecnici e staff: due turni a Stefano Vecchi

Capitolo panchine. Stefano Vecchi (Inter U23) è stato fermato per due giornate con ammonizione per frasi irrispettose rivolte all’arbitro in occasione di una revisione al sistema video nella parte finale della gara. Per Francesco Spingola (Cosenza) arriva una squalifica per una partita e 500 euro di ammenda: dalla panchina aggiuntiva ha protestato vivacemente verso la quaterna per contestarne l’operato. Stessa misura di stop (una gara) e 500 euro per il preparatore atletico Lorenzo Mastropietro (Potenza), sanzionato per espressioni irriguardose nei confronti del direttore di gara nei minuti conclusivi.

Dirigenti inibiti e altre decisioni

Tra i dirigenti, Fortunato Varra (Catania) è stato inibito fino al 5 ottobre 2026 con 500 euro di ammenda per proteste reiterate che hanno interrotto una revisione al sistema video nel primo tempo. Il provvedimento vieta lo svolgimento di ogni attività in seno alla FIGC e la rappresentanza della società in ambito federale per il periodo indicato. La sanzione è stata definita valutando la continuità del comportamento e il contesto di gara, in linea con i parametri previsti dall’articolato disciplinare.

Pirotecnici e responsabilità dei club

Da segnalare anche gli episodi di materiale pirotecnico (petardi, fumogeni, bengala) introdotto e utilizzato in settori specifici dei tifosi di Audace Cerignola, Bari, Catania, Giugliano, Monopoli, Salernitana e Sorrento. Tenuto conto delle circostanze attenuanti e dei modelli organizzativi adottati dai club, non sono stati disposti ulteriori provvedimenti oltre a quelli puntualmente indicati nei singoli casi. Resta fermo, ove richiesto, l’obbligo di risarcire i danni materiali arrecati agli impianti.

Autore dell'articolo: legaprocalcio