Una vittoria per 3-2 sull’Ostiamare che lascia l’amaro in bocca. Nel dopo gara, il direttore sportivo della Torres, Andrea Colombino, ha affidato ai social un messaggio netto: basta insulti dalla tribuna. Parole dure, nate dal dispiacere di aver ascoltato attacchi verso i propri giocatori durante la partita: chi ama questi colori, ha ribadito, deve trasformare la passione in spinta e protezione, non in bersaglio. Il richiamo è chiaro: l’energia dei tifosi può fare la differenza, soprattutto nei momenti in cui la squadra ha bisogno di coraggio e fiducia per esprimersi al meglio.
Colombino rompe il silenzio: appello all’unità
Sul proprio profilo Instagram, Colombino ha spiegato quanto lo abbia ferito assistere a certi comportamenti da parte di pochi presenti in tribuna. Chi frequenta lo stadio, ha sottolineato, dovrebbe essere il primo a sostenere i calciatori e non a demolirli, perché il tifo è parte del gioco e contribuisce a costruire l’identità del gruppo. Non si tratta di negare le critiche, ma di scegliere tempi e modi: durante i 90 minuti serve un sostegno incondizionato, poi si può analizzare. Nel suo messaggio il dirigente ha definito “inutili” atteggiamenti che minano la serenità del gruppo, invitando tutti a remare dalla stessa parte.
«Chi non sostiene è contro»: il senso del messaggio
Il passaggio più forte del suo intervento è un invito a non confondere delusione e disfattismo. Il ds ha chiesto tifo continuo dal primo all’ultimo minuto, ricordando che i fischi e le offese non aiutano nessuno. La squadra, ha lasciato intendere, vive di entusiasmo e sente il peso di ciò che accade sugli spalti: se l’ambiente diventa ostile, cala l’autostima e si perde lucidità nelle scelte. Per questo il dirigente ha parlato di una linea netta: chi sceglie di non sostenere finisce, di fatto, per ostacolare il percorso del gruppo. Un confine che vuole proteggere lo spogliatoio e valorizzare chi si spende per la maglia.
Il contesto: 3-2 e un clima da ricostruire
Il confronto con l’Ostiamare si era chiuso con un successo, ma gli episodi sugli spalti hanno oscurato la serata. Eppure è proprio in questi frangenti che una piazza può distinguersi, trasformando le difficoltà in occasione per stringersi attorno alla squadra. La Torres, impegnata in una stagione competitiva come quella di Serie C, ha bisogno di un ambiente coeso per valorizzare il lavoro settimanale. La richiesta di Colombino non è un atto di accusa generalizzato: è un richiamo al senso di appartenenza, perché il sostegno del pubblico resta il primo alleato in campo e negli spogliatoi.
Dal campo alla tribuna: stessa direzione
L’identità di un club nasce dall’unità di intenti: giocatori, staff e tifosi devono condividere obiettivi e responsabilità. Limitare insulti e nervosismo è il primo passo per alzare il livello, anche nelle gare più complicate. Il 3-2 con l’Ostiamare offre uno spunto prezioso: imparare a trasformare le emozioni in incoraggiamento, per aiutare i calciatori a dare tutto. È il senso ultimo dell’appello di Andrea Colombino: ripartire dal rispetto reciproco, perché solo così lo stadio torna a essere una vera casa.