Il dibattito sulla governance del calcio italiano si infiamma. A margine del Consiglio Federale andato in scena a Roma, Matteo Marani, presidente della Lega Pro, prende posizione netta: il commissariamento FIGC non è la strada. Un intervento straordinario, sostiene, finirebbe per colpire l’intero sistema, generando incertezza e frenando i già complessi processi di riforma. Il confronto, acceso da recenti polemiche istituzionali, approda ora al tavolo della Serie C, chiamata a esprimere una linea condivisa nelle prossime settimane.
Il nodo “commissariamento FIGC” e il contesto
Le tensioni maturate negli ultimi giorni hanno riportato al centro la parola più temuta: commissariamento FIGC. Una misura che, per definizione, sospende l’autonomia degli organi elettivi e demanda a un esterno la gestione del movimento. Marani richiama invece il valore dell’autoregolamentazione: nel solco della tradizione sportiva italiana, il calcio – dice – deve saper trovare al proprio interno gli anticorpi per correggere rotta e rilanciare il progetto di riforme. In gioco non c’è solo la tenuta istituzionale, ma anche la credibilità verso tifosi, partner e investitori.
Marani: fiducia nell’autonomia dello sport
Il numero uno della Lega Pro chiarisce la sua posizione “di principio”: commissariare equivale a sancire una sconfitta dello sport. Da qui l’appello a difendere spazi e tempi dell’autogoverno, puntando su responsabilità condivise, trasparenza e processi decisionali chiari. Per Marani, la via maestra resta il dialogo tra componenti federali, con l’obiettivo di accelerare i dossier più urgenti – dai format alle sostenibilità economica – senza forzature esterne che rischiano di allungare i tempi e irrigidire le posizioni.
Assemblea dei club di Serie C il 1° ottobre a Firenze
Il confronto entrerà nel vivo nell’assemblea dei club di Serie C, fissata per il 1° ottobre a Firenze. Marani ha confermato l’invito ai vertici federali nella sede della Lega, per un passaggio chiave di trasparenza e ascolto. All’ordine del giorno, oltre al tema del commissariamento FIGC, anche le priorità dei club: sostenibilità, riforme dei campionati, valorizzazione dei giovani, diritti media. L’obiettivo è uscire con una posizione coesa che dia un segnale forte a tutto il movimento.
Perché il commissariamento sarebbe uno shock
Nelle parole di Marani, un commissariamento produrrebbe un effetto domino: stop ai percorsi già avviati, incertezza regolamentare, possibili ricadute sui bilanci e sui piani industriali delle società. Per la Serie C, alle prese con margini ridotti e necessità di programmazione, ogni freno rischia di pesare il doppio. Da qui la definizione di “trauma” per il calcio italiano: un colpo alla stabilità che minerebbe fiducia, investimenti e pianificazione tecnica, proprio quando il sistema ha bisogno di continuità e riforme mirate.
La rotta indicata: dialogo e riforme, non scorciatoie
Il messaggio è chiaro: niente scorciatoie. Se il confronto resta serrato, per Marani la soluzione passa da tavoli condivisi, responsabilità diffusa e scelte tempestive. Difendere l’autonomia non significa rinviare: significa assumersi l’onere delle decisioni, con metodo e visione. Il passaggio del 1° ottobre a Firenze diventa così un banco di prova per l’intero movimento, chiamato a dimostrare che il calcio sa curarsi da sé, senza ricorrere al commissariamento FIGC.