Parole chiare e obiettivi netti in casa Bari. Alla vigilia della trasferta, Massimo Rastelli fissa la rotta: colmare il gap con chi è davanti e «accelerare fuori casa». Gli infortuni non diventano un alibi, semmai un catalizzatore: dal tecnico arriva il riconoscimento alla solidità del gruppo, capace di trarre il massimo nelle difficoltà, mentre il recupero degli indisponibili procede gradualmente. L’attenzione è tutta sul lavoro quotidiano e sulle scelte di campo, perché ogni partita è un’occasione per dare sostanza alle ambizioni in Serie C e incrementare il passo lontano dal proprio pubblico.
Scelte di formazione e il nodo Mogos
Nell’ultima uscita Rastelli ha cambiato uomini e sistema, ribadendo un principio: in campo vanno «i migliori undici» per l’idea di gara. In settimana si è lavorato su più varianti per non farsi trovare scoperti, a prescindere dalle condizioni dei singoli. Il capitolo Mogos resta aperto fino alla rifinitura: il difensore si è allenato a parte e la decisione arriverà a ridosso del match. Nel frattempo sono state preparate alternative credibili su entrambe le fasce e nella linea arretrata, così da mantenere equilibrio e aggressività senza snaturare l’impianto di gioco.
Avversario tosto: la Casertana di Stellone
Rastelli non nasconde il rispetto per la Casertana, definita «squadra forte, costruita per vincere». Il recente passaggio a Roberto Stellone in panchina ha riallineato ambizioni e identità, rendendo prevedibile un confronto dal ritmo alto e dai duelli serrati. Il tecnico biancorosso si aspetta un avversario aggressivo, con un impatto fisico significativo. La chiave, però, resta il gioco: tenere il pallone, palleggiare con qualità e tempi giusti per spostare l’inerzia, perché solo «giocando a calcio» si possono creare superiorità e mettere in difficoltà i rossoblù.
Gomez rientra per guidare l’attacco
Buone notizie in avanti: Gomez torna a disposizione e aggiunge peso specifico al reparto offensivo. «È stato scelto per guidare l’attacco», ricorda Rastelli, sottolineando come le vicissitudini recenti ne abbiano rallentato condizione e rendimento. Dopo settimane ai box non è semplice riaccendere subito il motore, ma il profilo resta prezioso per profondità, personalità e capacità di legare il gioco. Con minutaggio e continuità, l’allenatore si aspetta che diventi un riferimento stabile nell’ultimo terzo di campo.
Grgic, crescita attesa e adattamento alla Serie C
Capitolo Grgic. L’asticella è alta e il club si aspetta di più: il centrocampista sta vivendo un percorso di adattamento complesso, tra cambio di Paese, lingua e – soprattutto – approccio alla Serie C, un calcio diverso per ritmi e duelli. Rastelli lo ha coinvolto con colloqui continui, lavorando sulle aree da migliorare senza snaturarne le caratteristiche. La consapevolezza è condivisa: finora non ha espresso il massimo potenziale. Fiducia e tempo restano alleati per trasformare qualità tecniche e letture in impatto concreto sulla manovra.