Rizzetta chiarisce: Napoli non è un affare personale
Davanti ai media, in una affollata conferenza stampa, Matt Rizzetta, presidente del Campobasso, ha messo ordine intorno alle voci su Napoli. Ha spiegato che l’interesse per la piazza partenopea rientra in un’iniziativa del gruppo e non in un’operazione individuale: «Non volevo creare fraintendimenti o destabilizzare». Il numero uno rossoblù ha ribadito che si tratta di un progetto del veicolo d’investimento Underdog Global Partners e che il suo ruolo, a Napoli, è soprattutto quello di frontman: a finanziare sono i fondi, non la persona. Una puntualizzazione utile a distinguere con chiarezza le attività in portafoglio da quelle del club molisano.
Due piste distinte: basket e calcio
Nella città partenopea, Rizzetta ha ricordato, è già stato avviato un percorso legato al basket, per il quale i partner hanno messo in agenda un investimento di 500 milioni di euro nell’arco dei prossimi tre-quattro anni. Parallelamente esiste un interesse per un possibile progetto calcistico, ma anche questo è ascrivibile a Underdog Global Partners e non al patrimonio personale del dirigente. «Sono due operazioni diverse», ha insistito, chiarendo che la struttura finanziaria e gestionale delle iniziative napoletane è separata e autonomamente sostenuta dai fondi coinvolti.
Dalla scommessa personale al modello di gruppo
Rizzetta ha ripercorso il proprio cammino in Italia: quando approdò a Campobasso sette anni fa, tutto nacque come una scommessa principalmente personale. Oggi, pur continuando a “metterci la faccia”, lavora con il supporto di soci e investitori, allargando passo dopo passo la base del progetto. La crescita ha aperto la strada a iniziative più complesse e ambiziose, che richiedono una governance strutturata e il coinvolgimento pieno del gruppo. In quest’ottica, le attività su Napoli rappresentano un tassello del portfolio, non un’estensione diretta delle responsabilità individuali del presidente.
Ricadute sul Campobasso e sulla Serie C
La precisazione serve anche a proteggere il perimetro sportivo del Campobasso e a rassicurare l’ambiente della Serie C. Tenere separati i dossier evita sovrapposizioni e distrazioni, consentendo al club molisano di concentrarsi sui propri obiettivi tecnici e societari. Rizzetta ha sottolineato che la strategia è orientata alla sostenibilità: un conto sono i progetti finanziati da fondi su una piazza come Napoli, un altro è il percorso quotidiano di un club che compete con le proprie risorse, costruendo valore nel medio periodo e rispettando i vincoli del campionato.
Prospettive e tempi
Sui tempi, il presidente ha richiamato l’orizzonte già ipotizzato per il fronte basket (tre-quattro anni), mentre per il calcio il lavoro resta in fase di studio e definizione. Ogni passo, ha chiarito, sarà valutato all’interno della cornice di Underdog Global Partners, con capitali e governance dedicati. Rizzetta, da parte sua, continuerà a fare da trait d’union con il territorio e con gli stakeholder, mantenendo distinta la traiettoria del Campobasso da quella dei progetti napoletani.