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Desenzano ai quarti: reazione e impresa al 96’

La corsa del Desenzano in Coppa Italia Serie C continua nel segno del carattere. Dopo aver estromesso Lecco e Trento, i gardesani piegano la Dolomiti Bellunesi con un lampo al 96’ firmato Liberati, volando ai quarti dove li attende l’Altamura. Nel dopogara, Marco Gaburro sottolinea la risposta più preziosa: la lucidità con cui la squadra ha trasformato la delusione di domenica in energia competitiva. Rotazioni mirate, ritmo alto e attenzione ai dettagli hanno consegnato segnali confortanti sia dal collettivo sia dai singoli chiamati a mettere minuti nelle gambe.

Una vittoria che vale e fa crescere

Per Gaburro, il peso del passaggio del turno va oltre il risultato: ogni gara è un banco di prova in cui chi scende in campo viene valutato per ciò che produce. In questa Coppa Italia Serie C, il Desenzano ha mostrato un approccio maturo, unendo divertimento, responsabilità e qualità. La serata ha fornito risposte concrete: intensità costante, buona gestione dei momenti e contributi diffusi lungo tutta la rosa. Alcuni elementi avevano bisogno di novanta minuti pieni e li hanno sfruttati con profitto, alimentando la convinzione dell’allenatore sul valore del gruppo e sulla profondità delle alternative a disposizione.

Il gol di Liberati al 96’: l’episodio decisivo

La sfida è rimasta in equilibrio fino al recupero, quando l’iniziativa di Liberati ha spezzato l’inerzia, premiando la tenuta mentale dei gardesani. Lo stesso Gaburro ha rimarcato come l’atteggiamento lo avrebbe soddisfatto anche in caso di 0-0 e rigori: a contare era il segnale, non l’estetica del punteggio. Tutti i reparti si sono dimostrati all’altezza, riducendo le sbavature e concedendo poco a una Dolomiti Bellunesi organizzata. Dalla serata esce il ritratto di una squadra capace di soffrire con ordine e colpire nel momento giusto, qualità indispensabili quando le sfide si decidono su un dettaglio.

Giovani in vetrina: Cassin 2008 ancora imbattuto

Spicca la crescita di Marco Cassin, classe 2008, alla terza partita chiusa senza subire reti. Contro la Dolomiti Bellunesi è stato protetto bene, segno della coesione difensiva, ma il suo percorso testimonia la fiducia verso i profili emergenti. Nel gruppo trovano spazio con continuità anche ragazzi come Bono e Vieira dos Santos, pronti a ritagliarsi minuti quando servirà, mentre Onofrio ha dato sostanza nel finale. La spinta dei più giovani – dai 2004 ai 2006 e oltre – aggiunge freschezza, competitività interna e nuove soluzioni, elementi che possono fare la differenza nella gestione di una stagione intensa.

Altamura nei quarti, ma testa anche al Novara

Il traguardo dei quarti, nella prima stagione tra i professionisti, certifica l’ascesa del Desenzano: essere tra le prime otto della competizione ha un significato tecnico e identitario. Gaburro guarda però all’equilibrio: la coppa è utile per tenere alta l’asticella e distribuire le energie, ma il campionato resta il riferimento immediato. Dopo due gare senza punti, servirà capitalizzare l’entusiasmo maturato in coppa per presentarsi a Novara con lo spirito giusto. Nel frattempo, l’incrocio con l’Altamura offrirà un’altra prova di maturità, da affrontare con la stessa organizzazione e con la consapevolezza che ogni dettaglio può orientare la partita.

Autore dell'articolo: legaprocalcio