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Mandorlini sprona il Ravenna: testa al Pineto

Tra l’inerzia positiva del netto 4-0 di Pesaro e l’amarezza per l’uscita ai rigori dalla Coppa Italia Serie C contro il Carpi, il Ravenna volta pagina con lo sguardo puntato al Pineto. Con il Grosseto che ha agganciato i giallorossi a quota 23, ogni dettaglio pesa. Andrea Mandorlini invita a guardare avanti: niente alibi, niente retorica sulla “rabbia” post-delusione, ma concentrazione su ciò che funziona. «Le partite iniziano 0-0: il resto lo fanno qualità, attenzione e lucidità», il senso del messaggio del tecnico alla vigilia di un incrocio che può chiarire ambizioni e tenuta mentale nel cuore del Girone B di Serie C.

Coppa archiviata, contano prestazione ed episodi

Mandorlini legge l’eliminazione con pragmatismo: per lunghi tratti, il Ravenna ha imposto ritmo e creato tanto, poi gli episodi e i rigori hanno girato. Nel calcio, ricorda il tecnico, l’imprevedibilità è legge: anche grandi club sono inciampati ai tiri dal dischetto contro squadre di categoria inferiore. L’amarezza resta, ma la bussola è la prestazione: volume di gioco alto, occasione dopo occasione, intensità e coraggio. «Abbiamo commesso errori e gli avversari li hanno sfruttati», ammette. Ma se l’obiettivo è il campionato, trasformare quella qualità in punti diventa la priorità, lasciando la Coppa al passato.

Focus Pineto: blocco compatto e ripartenze velenose

L’avversario arriva lanciato, forte del doppio colpo interno con Reggiana e Gubbio e di un recente cambio in panchina che ha dato solidità. Il Pineto sa chiudere il campo e ripartire rapido: struttura tipica di una Serie C spietata negli spazi, dove un dettaglio sposta il risultato. Il Ravenna dovrà alzare la qualità negli ultimi sedici metri senza perdere equilibrio, evitando gare a strappi. «Ogni partita fa storia a sé», ribadisce Mandorlini: serviranno pazienza nella gestione del possesso, pressione coordinata sulle seconde palle e attenzione sulle transizioni che il Pineto prova a innescare appena riconquista palla.

Attacco: fiducia in Fischnaller, segnali da Spini e ruolo di Rabbi

Capitolo punte: Manuel Fischnaller resta perno tecnico e mentale. Le occasioni createsi di recente sono un indizio positivo: il periodo di minor brillantezza realizzativa si supera giocando, e il tecnico lo sa. Accanto a lui, Soleri porta fisicità e profondità, mentre Spini è tornato al gol e reclama spazio. Rabbi, investimento del club, è profilo duttile capace di interpretare sia l’attacco a una punta sia a due. «Non è semplice far coesistere cinque o sei attaccanti», sottolinea il tecnico: la chiave sarà alternare caratteristiche e letture, con scelte calibrate in base alla gara.

Rientri e gestione energie: Bani verso il recupero

Capitolo infermeria: chi non è sceso in campo ha svolto lavoro specifico di recupero. Le ultime valutazioni arriveranno dopo la rifinitura, ma filtra ottimismo per il rientro di Bani, con la possibilità che anche altri elementi tornino a disposizione. La gestione delle energie resta centrale: dopo la gara giocata in inferiorità numerica e l’immediata risposta contro lo Spezia, la squadra ha mostrato di saper alzare i giri al momento giusto. L’obiettivo ora è stabilità: pressione alta quando serve, linee corte quando il Pineto alzerà il ritmo, e massima cura sulle palle inattive.

Ronaldinho e calendario: prima il campo, poi il resto

Sul fronte extra-campo, quello legato a Ronaldinho, Mandorlini non alimenta attese: contatti diretti non ce ne sono stati, l’arrivo è atteso entro il 15 novembre ma le priorità restano chiare. Tutto ruota attorno ai tre punti, perché la classifica è corta e la concorrenza pressa. La squadra è chiamata a confermare la brillantezza vista a Pesaro, capitalizzando la mole di gioco con cinismo sotto porta e protezione dell’area nei momenti caldi. Testa al Pineto, dunque: identità, dettagli e concretezza per trasformare il potenziale in risultati.

Autore dell'articolo: legaprocalcio