Allo stadio Marulla la corsa dell’Inter U23 si ferma ancora. Contro un Cosenza affamato di punti, i nerazzurri incappano nel quinto passo falso stagionale in Serie C, al termine di una sfida aspra e combattuta, dove a decidere è stato un dettaglio su palla inattiva. Nel post partita, Stefano Vecchi ha respinto l’alibi del turno infrasettimanale, ricordando la rotazione ampia dell’organico e la buona partenza della squadra. Le prime sortite offensive avevano lasciato intravedere la possibilità del vantaggio, ma col passare dei minuti l’inerzia si è spostata verso una contesa sempre più fisica, nella quale è mancata la zampata giusta negli ultimi metri.
Inter U23 bloccata negli ultimi metri: parla Vecchi
La lettura del tecnico è chiara: nella trequarti offensiva l’Inter U23 ha urtato contro un vero e proprio “muro”. Pressione, personalità e voglia non sono mancate, ma per scardinarlo sarebbe servita la giocata individuale capace di creare superiorità. Secondo Vecchi, la squadra ha dato tutto sul piano dell’agonismo, senza però trovare quel guizzo qualitativo che indirizza le sfide equilibrate del Girone C. Rimane positivo l’atteggiamento collettivo, mentre il rammarico è legato alle occasioni potenziali non sfruttate in avvio, quando i nerazzurri sembravano in controllo e pronti a colpire in transizione o con conclusioni dalla distanza.
Dettagli ed episodi: la differenza su palla inattiva
Il momento-chiave arriva su calcio d’angolo, dove il Cosenza si dimostra più rapido e determinato. Per Vecchi, gli episodi in partite così tirate pesano più del resto, e qui l’Inter U23 ha pagato caro un singolo dettaglio difensivo. Nonostante il grande dispendio, nelle fasi più “sporche” del match è affiorata una perdita di lucidità che ha frenato la qualità dell’ultimo passaggio e la precisione nelle scelte. La capacità di leggere i momenti e di gestire la battaglia resta un tassello in costruzione: l’impegno è evidente, ma l’efficacia nelle palle inattive e nelle seconde palle deve crescere per fare la differenza in classifica.
Cosenza gagliardo e classifica ingannevole
Nelle parole dell’allenatore nerazzurro, il Cosenza è apparso squadra tosta, organizzata e con valori tecnici sottostimati dalla graduatoria. Lotta su ogni pallone, densità centrale e attenzione sulle traiettorie laterali hanno compresso gli spazi, rendendo arduo attivare le punte fra le linee. La posizione di bassa classifica, definita “bugiarda”, spiega solo in parte l’intensità messa in campo: i rossoblù hanno interpretato il match con disciplina e hanno sfruttato al meglio l’inerzia generata dagli scontri fisici. Un contesto che ha evidenziato quanto, nel Girone C, le gare spesso si decidano dentro l’area e sui calci piazzati più che sulla mera produzione di gioco.
Rotazioni, crescita e prossimi obiettivi
Vecchi rivendica le rotazioni effettuate per gestire i tre impegni in sette giorni, ma ribadisce che non ci sono attenuanti: serve alzare l’asticella nella qualità della rifinitura e nella protezione dell’area. L’Inter U23 punterà a consolidare i meccanismi nelle transizioni, lavorando sull’uno contro uno offensivo e sulla solidità nelle palle inattive, senza perdere l’identità propositiva. In un campionato come la Serie C, dove ogni dettaglio pesa, ritrovare freddezza nei finali “di battaglia” può trasformare partite bloccate in risultati pesanti, ridando continuità dopo un andamento fin qui altalenante.