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Campobasso, Mangia rientra: scuse ai tifosi e riscatto

Nel momento più delicato della stagione, il Campobasso ritrova Devis Mangia. Dopo sei giornate di squalifica, il tecnico torna in panchina con un messaggio netto: «chiedo scusa ai tifosi». Le battute d’arresto con Ravenna (3-1) e il pesante 1-5 con il Perugia hanno lasciato il segno, così come l’emozione forte per l’infortunio di Papini. A Caravaggio, contro l’Atalanta U23, l’obiettivo è una risposta d’orgoglio: «Torniamo a essere uomini, non robot», il mantra che accompagna una squadra chiamata a ritrovare compattezza, ritmo e chiarezza di idee in Serie C.

Mangia torna in panchina: impatto e obiettivi

Il rientro di Devis Mangia porta energia e responsabilità. Il tecnico non guarda più al passato e concentra tutto sull’aiuto concreto alla squadra: presenza in panchina, correzioni in corsa e scelte per mettere i giocatori nelle condizioni migliori. «Il gruppo ha sempre lavorato bene», sottolinea, ma la sua guida a bordocampo può incidere su tempi di gioco, pressione e letture nelle fasi chiave. La priorità è ridare al Campobasso una direzione immediata: intensità alta senza frenesia, cura del possesso palla e gestione emotiva quando la partita si sporca. Un ritorno che vuole tradursi in autostima, ordine e risultati.

Dopo Perugia: testa, errori e doveri verso i tifosi

Contro il Perugia si sono visti due volti: un primo tempo solido e una ripresa in cui è mancata lucidità. Mangia sposa l’analisi mentale più che fisica e si espone: «Siamo dispiaciuti e chiediamo scusa ai tifosi». Non è mancato l’impegno, ma alcuni episodi hanno amplificato una fragilità del momento. «Siamo persone, non robot», ricorda il tecnico, chiedendo però più freddezza quando cambia l’inerzia. In settimana il lavoro è stato mirato: pulizia delle scelte, distanze tra i reparti, reazione immediata alle difficoltà. Parole chiare per trasformare la delusione in carburante competitivo.

Papini e l’equilibrio del gruppo

L’infortunio al crociato di Papini, compagno stimato, ha colpito lo spogliatoio sul piano emotivo. Anche l’espulsione di Salines ha pesato sull’equilibrio, generando minuti confusi che hanno indirizzato il risultato. Da qui la ripartenza: proteggere la struttura della squadra, restare compatti nelle transizioni e mantenere leadership in campo nei momenti critici. Mangia insiste su principi semplici e forti: aiutarsi tra reparti, comunicare, usare il possesso come scudo quando la pressione sale. Dettagli che fanno la differenza tra subire e imporre il proprio piano gara.

Verso Atalanta U23: intensità e consapevolezza

L’Atalanta Under 23 arriva da un successo e propone giovani di grande qualità tecnica e fisica, tra le migliori seconde squadre della Serie C. «O la domini o ti domina» potrebbe essere il paradigma: pressione organizzata, duelli vinti e linee corte per non concedere campo alle accelerazioni nerazzurre. Al Campobasso serviranno consapevolezza del momento e concretezza nelle due aree: trasformare il possesso in occasioni pulite, limitare gli errori gratuiti e saper soffrire quando occorre. A Caravaggio si cerca un risultato che valga come svolta e, soprattutto, come segnale al campionato.

Autore dell'articolo: legaprocalcio