Nel cuore del calcio di Serie C, la Dolomiti Bellunesi si affida alla lucidità di Luca Clemenza per ritrovare slancio. Il centrocampista classe 1997 legge il momento con equilibrio: l’avvio brillante ha acceso entusiasmo, ma la recente frenata impone concretezza. La parola d’ordine è una sola, ripetuta come un mantra nello spogliatoio: salvezza. Un traguardo da blindare con lavoro quotidiano, attenzione ai dettagli e massima concentrazione, perché il campionato è lungo e difficile e ogni distrazione si paga cara.
Obiettivo salvezza, senza distrazioni
Il messaggio è chiaro: l’obiettivo salvezza resta la bussola che orienta ogni scelta. Dopo una partenza a ritmo alto, la squadra ha conosciuto qualche passaggio a vuoto che non deve alterare le priorità. Per Clemenza, contano le basi: compattezza, identità e gestione dei momenti di partita. Nel percorso della Serie C Girone A, dove l’equilibrio governa quasi ogni turno, servono pazienza e continuità. L’idea è mettere fieno in cascina settimana dopo settimana, evitando picchi emotivi e restando ancorati al piano: far punti, proteggere il campo di casa e capitalizzare le occasioni create, anche nelle giornate meno ispirate.
La guida di Andrea Bonatti e la crescita dei giovani
Nel cammino dolomitico pesa il lavoro di Andrea Bonatti, indicato da Clemenza come riferimento tecnico e mentale. L’allenatore ha dato struttura e principi chiari, curando con attenzione la crescita dei giovani e responsabilizzando i profili più esperti. Il mix tra freschezza e leadership diventa leva competitiva: i veterani accompagnano i nuovi a leggere le partite, ad alzare i ritmi quando serve e a saper soffrire nei momenti complessi. In settimana si insiste su organizzazione e dettagli: linee corte, aggressività sulle seconde palle e precisione nelle transizioni, aspetti che spesso decidono le gare in Lega Pro.
Continuità e scontri diretti: la lezione recente
Gli ultimi turni, tra pareggi e sconfitte, hanno lasciato segnali da non ignorare. La Dolomiti Bellunesi è chiamata a ritrovare ritmo e lucidità proprio negli scontri che valgono doppio, quelli con le rivali per la salvezza. L’episodio con il Desenzano è un monito: i punti “lasciati per strada” pesano nella volata di primavera. Da qui l’imperativo di convertire la buona prestazione in risultati, limitando gli errori nelle aree di rigore e curando gestione e letture nell’ultimo quarto d’ora. Far tesoro dei passi falsi, trasformandoli in energia per il prossimo impegno, è la chiave per riaccendere la marcia.
Una prima annata storica che fa da base
Il presente guarda avanti, ma il recente passato offre fondamenta solide. La scorsa stagione, la prima della società in Serie C, ha rappresentato una tappa storica, fissando standard e consapevolezze condivise. Clemenza, protagonista e riconosciuto per il contributo offerto, sottolinea l’opera collettiva: il risultato è nato da un gruppo coeso, capace di superare i limiti con metodo e applicazione. Quell’esperienza, unita al lavoro quotidiano, alimenta fiducia nel percorso: il margine di crescita c’è, a patto di tenere la rotta e continuare a macinare campo con umiltà e determinazione.