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Gubbio, Braglia: “Svolta subito o è inutile che resti”

Un’altra serata amara per il Gubbio: contro l’Atalanta U23 arriva la quinta sconfitta consecutiva in Serie C, un passo falso che fa scivolare gli eugubini al penultimo posto, con la Vis Pesaro distante tre punti ma con una gara da recuperare. Nel post gara, Piero Braglia non cerca scuse: il margine d’errore è finito e la classifica si fa minacciosa. Il tecnico pretende risposte immediate dal gruppo, al netto di rientri e condizione non ottimale: niente più alibi, solo lavoro e scelte chiare. La richiesta è netta: rimboccarsi le maniche, confrontarsi senza filtri e trovare la strada giusta per invertire la rotta prima che il campionato prenda una piega davvero difficile da correggere.

Errore fatale e zero alibi: serve lucidità

Il match si è deciso in volata, con un contropiede sanguinoso concesso proprio sulla situazione preparata in settimana: un dettaglio che per Braglia pesa come un macigno. Negli ultimi minuti, sottolinea, sono mancati attenzione e “furbizia” nelle letture, compresa la capacità di fermare l’azione con un fallo tattico. Anche sullo 0-0 il tecnico si aspettava più personalità e qualità nell’ultimo passaggio. “Se non vinci, almeno non devi perdere” è il principio che richiama a gran voce. E aggiunge un passaggio chiave: capire in fretta cosa non funziona, perché – ammette – se non trovasse la svolta in tempi rapidi, sarebbe inutile la sua presenza sulla panchina rossoblù.

Coraggio, equilibrio e scelte: la rotta da tracciare

Per l’allenatore il nodo è globale: servono coraggio nel gioco, meno passaggi all’indietro e più convinzione nel cercare la porta. In dieci giorni non si cambia la testa a tutti, ma si può individuare chi sta meglio e garantisce continuità. Equilibrio, personalità e qualità devono diventare i pilastri del Gubbio che verrà. Nessuna pressione eccessiva dallo stadio – i tifosi hanno espresso dissenso solo al triplice fischio – ma resta l’urgenza di alzare l’asticella nelle scelte in area avversaria. L’azione di Zallu è l’emblema: con più lucidità l’episodio avrebbe potuto cambiare la gara; con i “se” però non si fanno punti e il conto ora è pesante.

Idee tattiche da rifinire: più presenza sì, ma coi tempi giusti

L’idea iniziale di schierare tre giocatori alle spalle della punta mirava a dare maggiore spinta offensiva e riempire l’area, ma i benefici non si sono visti e, dopo il cambio di assetto, è arrivata la rete subita. Braglia non demonizza il piano, ma prende atto della realtà: servono tempi, distanze e coperture migliori per non scoprirsi nelle transizioni. Il calendario, ribadisce, conta poco: se il Gubbio elimina gli errori ricorrenti può fare risultato con chiunque, in casa e fuori. Resta una bussola semplice ma decisiva: quando non puoi vincere, devi saper portare a casa almeno un punto.

Lavoro, identità e punti: l’unica via d’uscita

Niente carota o frusta: soltanto lavoro mirato e scelte coerenti con lo stato di forma. Il gruppo è chiamato a ritrovare energia mentale e ordine tattico, riducendo gli sbilanciamenti e giocando con più verticalità. Il tecnico pretende risposte immediate sul campo, perché l’urgenza è concreta: cambiare passo, lasciare gli alibi alla porta e risalire una classifica che oggi impone pragmatismo e risultati. Testa alta, linee corte e coraggio nelle giocate: il Gubbio cerca la scintilla per riaccendere la stagione.

Autore dell'articolo: legaprocalcio