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Latina, bando Francioni: chiesta proroga o annullamento

Ore decisive per il futuro del calcio a Latina: entro le 12 di domani scade il bando europeo del Comune di Latina per la concessione ventennale dello Stadio Domenico Francioni e del Centro sportivo Gino Bondioli. Nel frattempo, il Latina Calcio 1932 ha protocollato una richiesta formale: in via principale la proroga dei termini di presentazione delle offerte, in subordine l’annullamento in autotutela della procedura. Una mossa che rimette in gioco strategie e alleanze cittadine e che può incidere direttamente sui tempi di gestione degli impianti.

Bando per il Francioni e il Bondioli: cosa c’è in gioco

La gara pubblica riguarda la gestione per vent’anni dello Stadio Domenico Francioni e del Centro Gino Bondioli, infrastrutture centrali per il movimento calcistico locale e per la sostenibilità del progetto sportivo nerazzurro. In palio non c’è solo l’uso degli impianti, ma la possibilità di programmare investimenti, manutenzioni e attività collaterali in grado di generare ricavi stabili. Per il Latina Calcio 1932 si tratta di un passaggio strategico: la gestione diretta degli asset cittadini può dare continuità tecnica, rafforzare il settore giovanile e attrarre sponsor, con impatti rilevanti su pubblico, calendario e qualità dei servizi offerti ai tifosi.

La mossa del club: proroga o annullamento in autotutela

Nell’istanza presentata agli uffici competenti, la società ha chiesto anzitutto una proroga dei termini per consentire la migliore predisposizione dell’offerta; in alternativa, l’annullamento in autotutela del bando. La scelta apre una finestra importante: la richiesta di tempo lascia intendere una concreta volontà di partecipare alla procedura, segnando una possibile discontinuità rispetto alle posizioni più prudenti attribuite in passato al presidente Antonio Terracciano. Nel contempo, la domanda di annullamento ribadisce le criticità già evidenziate dal club sulla documentazione economica allegata alla gara e sui presupposti di equilibrio tra costi e introiti.

Le ragioni del rinvio: incombenze per l’iscrizione in Serie C

Tra le motivazioni della società spiccano gli adempimenti connessi all’iscrizione al campionato di Serie C, che hanno assorbito risorse e personale fino alla scorsa settimana. Il club ha dovuto allineare obblighi fiscali e previdenziali, completare il pagamento degli emolumenti e perfezionare la fideiussione da 700mila euro, passaggio essenziale per ottenere il via libera federale. Un carico operativo che, secondo la tesi nerazzurra, avrebbe compresso i tempi utili per confezionare un’offerta competitiva sul bando, dalla composizione del team di progetto alla raccolta delle evidenze economico-finanziarie richieste.

Il nodo PEF: canone e ricavi giudicati non congrui

Il cuore della contestazione resta il Piano Economico Finanziario posto a base di gara, dal quale discende un canone annuo di partenza pari a 75.524 euro. Per il Latina Calcio 1932 tali stime non rifletterebbero un quadro realistico, soprattutto alla voce ricavi, con il rischio di squilibrio tra costi di gestione, manutenzioni e potenzialità commerciali degli impianti. La società chiede quindi di ricalibrare ipotesi e parametri, in modo da assicurare sostenibilità lungo tutto l’arco ventennale della concessione e favorire investimenti in sicurezza, efficienza energetica e servizi al pubblico.

Gli scenari: tempi lunghi e possibile azione legale

Se la richiesta non dovesse essere accolta, l’orizzonte potrebbe spostarsi in sede giudiziaria, con una probabile azione legale volta a ottenere la sospensione della procedura e una revisione del bando. Questo esito allungherebbe i tempi di assegnazione delle strutture, incidendo sulla pianificazione del club e sulle attività cittadine connesse all’impiantistica sportiva. In caso di proroga, invece, la società avrebbe margine per definire un’offerta completa e, potenzialmente, per partecipare a una gara più allineata alle condizioni economiche ritenute eque.

Autore dell'articolo: legaprocalcio