Sconfitta pesante per il Perugia in Serie C: contro il Ravenna finisce 3-0 e i biancorossi chiudono in inferiorità numerica, con il tecnico Aimo Diana espulso nel finale. Nel dopogara l’allenatore non nasconde l’amarezza: oltre al punteggio, lo irrita la gestione della partita. Parole dure, ma accompagnate da un’ammissione di responsabilità per l’eccesso di nervosismo: l’episodio che ha lasciato in dieci i grifoni, a suo dire, ha cambiato l’inerzia e reso la serata ancora più complessa.
Diana tra autocritica e arbitri nel mirino
“Ho esagerato e non è un esempio”, premette Diana, che però parla di una direzione non all’altezza: una gestione non equa dei momenti chiave avrebbe inciso in modo determinante. Il tecnico sottolinea come uscire con un 3-0 “brucia” perché amplifica una partita già condizionata dall’episodio del rosso. L’allenatore ribadisce di vivere di emozioni, ma chiede uniformità: quando le decisioni non sono chiare, la gara si spezza e recuperare diventa complicato per chi resta in dieci.
L’episodio di Kabashi e il metro dei cartellini
Nel merito, Diana cita l’intervento di Kabashi, interpretato come condotta sanzionabile: “Non ho visto violenza, cercava di recuperare il pallone”, il senso delle sue parole. Secondo il tecnico, con un giudizio così severo si finirebbe per estrarre “dieci cartellini” in ogni partita. Il nodo, insiste, è il metro arbitrale: va contestualizzato il contatto e valutata l’intensità, altrimenti la gara deraglia e ogni contrasto diventa potenziale motivo di sanzione.
Meriti del Ravenna e l’orgoglio del Perugia
Diana riconosce i meriti del Ravenna, squadra che non ha bisogno di aiuti per imporsi. Al tempo stesso rivendica la prova dei suoi: impegno e atteggiamento non sono mancati e, anche in dieci, la chance più nitida è capitata proprio al Perugia. Una volta sbloccato il risultato, per i romagnoli la partita si è messa in discesa, fino a un punteggio che il tecnico giudica fin troppo severo rispetto all’andamento complessivo.
Testa alta e ripartenza nel Girone B
Il messaggio finale di Diana è duplice: autocontrollo e lucidità, per evitare nuove espulsioni, ma anche fiducia nel gruppo. La base c’è, ribadisce, e l’atteggiamento visto può diventare il punto di ripartenza nel Girone B. Servirà maggiore concretezza sotto porta e una gestione migliore dei momenti caldi, così da riportare risultati e classifica in linea con le ambizioni del club umbro.