Due ore sono bastate per raccontare meglio di qualsiasi slogan quanto stia cambiando l’aria a Potenza. In vista della trasferta di Altamura, i 900 tagliandi per il settore ospiti dello stadio Antonio D’Angelo sono andati esauriti in un lampo, certificando un entusiasmo che supera i confini regionali. La squadra lucana, oggi capolista nel Girone C di Serie C, non è più un fenomeno passeggero: è diventata un appuntamento atteso, capace di mobilitare famiglie, gruppi organizzati e nuovi curiosi. Dietro a quel contatore azzerato c’è una classifica che parla chiaro, ma anche un’identità precisa: ritmo alto, linee corte, letture pulite e convinzione nei propri mezzi, elementi che hanno trasformato la spinta dei tifosi in un vero valore competitivo.
Fervore rossoblù: 900 biglietti esauriti in due ore
Il segnale è netto: la richiesta di biglietti per Altamura ha superato rapidamente l’offerta, con il settore ospiti che farà registrare un colpo d’occhio imponente. L’effetto domino è evidente: più cresce la squadra, più cresce il seguito; e più cresce il seguito, più la squadra spinge sull’acceleratore. La trasferta allo stadio Antonio D’Angelo si annuncia come una piccola festa itinerante, il prolungamento naturale del clima vissuto al Viviani, dove i sostenitori hanno accompagnato ogni giocata con calore continuo. Per chi insegue, sapere di trovare 900 lucani in curva non è dettaglio: è una presenza che si sente, che pesa e che mette pressione, specie in un contesto dove ogni punto può scavare un solco tra ambizioni e rimpianti.
Classifica e ambizioni nel Girone C
I numeri che fanno la differenza
Dopo dieci giornate il Potenza guarda tutti dall’alto con 25 punti nel Girone C. Il Bari insegue a cinque lunghezze, il Catania è già staccato di nove: due piazze corazzate, costruite per essere protagoniste, costrette oggi a rimontare. È un vantaggio che non ammette equivoci e che cambia i pesi specifici degli scontri diretti. Non parliamo più solo di entusiasmo iniziale, ma di una capolista matura, capace di gestire i momenti e di colpire nei frangenti strategici. La struttura di squadra, l’equilibrio tra reparti e la qualità delle rotazioni hanno permesso continuità di rendimento, proteggendo il primato dagli scossoni e alimentando una percezione sempre più diffusa: in questo campionato, i rossoblù sono la capolista da battere.
La prova del nove contro il Catania
Dal vantaggio lampo al rigore di Castorani
L’ultimo segnale di forza è arrivato proprio contro un’avversaria pesante come il Catania, al Viviani. Pronti via e dopo tre minuti la partita ha preso la piega giusta: cross di D’Auria, stacco perfetto di Ghisolfi e 1-0. Gli etnei hanno reagito, trovando anche il pari con Cicerelli, ma la rete è stata annullata. Il raddoppio è arrivato dal dischetto: Castorani ha trasformato il rigore spiazzando Dini, un déjà-vu per il numero 8, che aveva segnato “dalla stessa mattonella” il penalty decisivo in semifinale contro la Ternana. Nel recupero Allegretto ha accorciato, fissando il 2-1. Vincere così, contro una formazione costruita dichiaratamente per primeggiare, sposta gli equilibri e legittima il ruolo di riferimento del gruppo lucano.
La mano di Ivan Tisci e i protagonisti in crescita
L’ascesa ha una firma ben riconoscibile: quella di Ivan Tisci, arrivato dal Pineto con idee chiare e principi di gioco trasversali. Un anno fa il Potenza festeggiava la Coppa Italia Serie C, ma chiudeva il campionato in decima posizione; oggi la fotografia è capovolta. Il lavoro quotidiano ha alzato il livello dei singoli e del collettivo: Ghisolfi è diventato una presenza costante in area, Castorani incide tra le linee e dal dischetto, Bura cresce nella capacità di strappare metri e creare superiorità. La squadra riconosce i momenti, accetta l’uno contro uno quando serve e sa abbassare il ritmo per addormentare l’avversario, sintomi di una maturità che rende credibile qualsiasi obiettivo.
Altamura, un esame da capolista
La sfida con l’Altamura non sarà la più altisonante sulla carta, ma racconta molto sulla tenuta mentale di chi sta davanti. Partite così misurano la capacità di reggere il peso del primo posto, con la pressione di chi insegue pronta a mordere. Il Potenza ci arriverà con un vantaggio che non si legge in classifica: 900 cuori nel settore ospiti, una spinta che spesso vale un tempo supplementare. Continuare a macinare punti, proteggere le certezze e alimentare il legame con la piazza: è la rotta tracciata da una squadra che ha smesso di stupire e ha iniziato a far credere, davvero, che il sogno possa restare aperto.