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Renate, Magoni: ‘Serve svoltare. Giana quasi decisiva’

Renate in affanno, Magoni alza l’asticella

Il campionato di Serie C si è aperto in salita per il Renate: zero vittorie e classifica pesante hanno innescato il cambio in panchina, con l’addio a Gattuso e l’arrivo di Banchieri. Il ds Oscar Magoni non fa sconti: la partenza è stata “sotto standard” rispetto agli obiettivi fissati, e ora contano soltanto i punti. Restare agganciati al gruppo del Girone A, rimettere in moto autostima e competitività e capitalizzare le prossime gare è la priorità. All’orizzonte c’è la sfida con la Giana Erminio, che il dirigente definisce vicina a una gara spartiacque: serve una scossa immediata per invertire la tendenza.

Le fondamenta del club: solidità e identità

In un momento complesso, il Renate si ancora alla propria struttura. Magoni sottolinea il ruolo del presidente Spreafico e del direttore generale Massimo Crippa, presenze storiche che garantiscono continuità, equilibrio e supporto quotidiano. La loro vicinanza allo spogliatoio e la conoscenza profonda dell’ambiente sono il motore silenzioso di una realtà che ha saputo consolidarsi in Serie C. Anche per loro, ammette il ds, questo avvio fa male; ma proprio l’unità ai vertici è il presupposto per ripartire con convinzione e proteggere il lavoro tecnico che il nuovo allenatore sta impostando.

Mercato e campo: responsabilità condivise

La rosa è stata progettata per le idee dell’ex tecnico, ma i risultati non sono arrivati. “Nel calcio si paga quando i numeri non girano”, riconosce Magoni, che oggi chiede un contributo extra a tutto il gruppo: non un singolo trascinatore, bensì undici uomini capaci di alzare il proprio rendimento. Con Banchieri al timone il club punta su pragmatismo, intensità e cura dei dettagli: servono punti e vittorie, subito. Il direttore ribadisce però la fiducia nel valore dell’organico, costruito con profili esperti e prospetti, convinto che l’assetto possa esprimere il potenziale appena troverà equilibri e continuità prestativa.

Linea verde: il 2008 Viganò e gli altri talenti

Valorizzare i giovani resta un marchio di fabbrica. Tra i profili che stanno emergendo spicca Viganò, classe 2008, già protagonista per personalità e letture difensive: un percorso in crescita su cui il club investe con decisione. Lo sguardo di Magoni abbraccia anche il Girone A: piace l’attaccante Sow della Pro Vercelli, brillante per gamba e attacco alla profondità, e incuriosisce il difensore del Brescia, Samuele Sina, già a segno più volte e in evidente ascesa. Segnali che confermano la vivacità del territorio tecnico della categoria.

Girone A competitivo: da Brescia e Cittadella al Trento

Il Girone A si conferma duro, popolato da squadre organizzate e in costante crescita. Nella corsa alla promozione diretta il ds vede avanti Brescia e Cittadella, forti per qualità di rosa, struttura e risorse. Attenzione però al Trento, progetto solido che ha trovato continuità tecnica. Tra le avversarie affrontate, a impressionare è stato proprio il Cittadella: fisicità, ordine tattico, qualità negli interpreti e mentalità da vertice. Un contesto, quello del girone, che pretende ritmo alto e capacità di adattarsi, specie per chi insegue e deve rimettere a posto la rotta.

Verso la Giana: sbloccare il Renate, riaccendere la corsa

La gara con la Giana Erminio arriva nel momento chiave. Per il Renate l’imperativo è vincere: centrare il primo successo, restare a contatto con il gruppo e dare sostanza al lavoro del nuovo tecnico. Fiducia in Banchieri, responsabilità condivise nello spogliatoio e la spinta di un club coeso sono gli ingredienti su cui poggia la ripartenza. L’obiettivo è chiaro: trasformare la frustrazione di queste settimane in energia competitiva e tornare a sommare punti, una partita alla volta.

Autore dell'articolo: legaprocalcio